Santa Maria C. V. - San Tammaro

Archeoclub, incontro regionale al Teatro Garibaldi

ArcheoclubSANTA MARIA CV. Oltre ai 26 Presidenti campani dell’Archeoclub d’Italia, al Coordinamento delle sedi della Campania, che si è tenuto sabato scorso presso il Teatro Garibaldi a Santa Maria, era presente anche la Presidente nazionale dell’associazione archeologica, Clelia Arduini.

All’ordine del Giorno il progetto “Archeoclub: la formazione un bene da valorizzare” che si svolgerà il 4 e 5 settembre a Nocera; e le modifiche allo statuto e l’organizzazione dello stand per il Convegno che si terrà presso la Borsa Mediterranea del turismo archeologico che si svolgerà il 19 novembre. Il coordinamento delle sedi della Campania, presieduto dalla dottoressa Arduini, in arrivo da Roma, ha mostrato molto interesse al Problema Cales, a quello delle mura alitane, al parco archeologico di Mondragone e Acerra.

All’incontro, promosso dalla sede Archeoclub di Santa Maria Capua Vetere, (presiedente Antonio Crisci della Sovrintendenza), oltre alla Presidente Arduini hanno partecipato anche i consiglieri nazionali Rosa Anatriello, Rosario Della Valle, Antonio Pecoraio ed i Presidenti delle sedi locali: Giuseppe Petrocelli di Atella, Rosa Anatriello di Acerra, Ugo Zannini di Falciano del Massico, Paola Greco di Mondragone, Raffaele Coppola di Nocera, Michela Tappeti di Torre del Greco, Giovanni Narciso di Fregneto L’Abate (Bn), Paolo Mesolella ed Erminio Zona di Calvi Risorta. E poi i responsabili delle sedi di S. Agata dei Goti, Nola e Casaluce.

“Bisogna risvegliare l’interesse per l’associazionismo. – ha detto Clelia Arduini – Oggi la passione per l’Archeologia è assopita ed è rimasta ad uso e consumo dei pochi addetti ai lavori. Ma questo modo di fare non crea interesse né attenzione sui beni da valorizzare. Invece le nostre sedi devono risvegliare questa passione in tutti, non solo ai soliti noti. A tale scopo è previsto un corso di formazione a Nocera il 4 e 5 settembre prossimo”.

Da parte sua, il Presidente dell’Archeoclub caleno, Paolo Mesolella, nel suo intervento ha messo in evidenza lo stato di abbandono in cui versano la cattedrale di S. Casto Vecchio, le Grotte bizantine dei Santi e delle Fornelle, i cuniculi etruschi, l’anfiteatro, le Terme Centrali e di San Leo. Ha denunciato, infine, la mancanza cronica di un museo archeologico in una città che può considerarsi un’altra Pompei.

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