Mondragone - Carinola - Falciano del Massico

Pasquale Iorio apre la rassegna “Letteratura e Legalità”

da sin. Don Ciotti e Antonio TaglialatelaMONDRAGONE. Parte giovedì 28 maggio il ciclo di incontri “Letteratura e Legalità”, una rassegna culturale legata ai temi della legalità che vedrà in tre diversi momenti la presenza di autori nazionali …

… che con le proprie fatiche letterarie hanno cercato di donare un autorevole contributo all’analisi del fenomeno criminale, promosse dall’amministrazione comunale, attraverso l’assessore alla Cultura, Antonio Taglialatela e l’assessore alla Legalità, Mario Fusco, in collaborazione con il presidio cittadino di Libera.
Nei tre appuntamenti, i quali vanno ad inserirsi all’interno del cartello organizzativo del prossimo appuntamento nazionale del “Festival dell’Impegno Civile”, Casal di Principe 19 giugno e che si concluderà proprio nella Città di Mondragone, si andranno ad alternare scrittori di fama nazionale che hanno dato vita a testi narrativi nei quali hanno trasfuso il dramma dei nostri territori piagati dalla criminalità organizzata, ma hanno anche dato testimonianza della eroica e quotidiana resistenza che gli uomini e le donne delle province di Napoli e Caserta hanno saputo opporre alla fenomeno criminoso.
Si parte, dunque, alle ore 18.30, presso la Sala Conferenze del Museo Civico Archeologico “Biagio Greco”, con Il Sud che Resiste scritto da Pasquale Iorio, editodalla Ediesse. Il libro che vede la presentazione di Guuglielmo Epifani, segretario generale nazionale della Cgil e la postfazione di Don Luigi Ciotti, fa emergere sin dalle prime pagine un Sud diverso, originale, denso di vitalità e di speranza. Si narrano tanti fatti e le numerose iniziative di lotta per affermare la cultura della Legalità, della cittadinanza consapevole e della partecipazione attiva.
“Il volume – affermano Taglialatela e Fusco – prende vita dall’esperienza sindacale di Iorio e del notevole impegno profuso all’interno del mondo dell’associazionismo sociale e culturalein Terra di Lavoro. Il suo racconto, denso e concreto, raccoglie coerentemente l’appello lanciato da più parti affinchè si scrivesse delle nostre terre non solo per denunciare i fatti di violenza, di malaffare e di politica corrotta. Così come ha dichiarato Don Ciotti, vi sono molte esperienze positive, grandi testimonianze di civiltà e di tensione morale, le quali rappresentano segnali tangibili di una speranza che dovrà rappresentare il pane quotidiano per il futuro delle nuove generazioni. Non esisterà futuro per le nostre terre senza la legalità”.

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