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Aris.Tea presenta all’Ariston “È buscìa o verità?

Eduardo ScarpettaMARCIANISE. Il 17 maggio prossimo sarà offerta, a tutti gli amanti del teatro d’autore, la possibilità di assistere a “È buscìa o verità?”, uno spettacolo di Eduardo Scarpetta presso il Teatro Ariston di Marcianise.

A proporlo è ancora una volta la giovane ma già largamente collaudata compagnia del teatro, l’Aris.Tea, che – a conclusione della stagione 2008/09 – si cimenterà nella rappresentazione di un’opera minore, scritta dall’amato scrittore partenopeo nel 1876, in cui si avvicendano le gag comiche di Felice Sciosciammocca busciardo e di Pulcinella ‘mbruglione. “Il nostro scopo nel portare in scena questo spettacolo – ha dichiarato il regista Francesco Sisto – è di far conoscere al pubblico uno Scarpetta minore e non quello conosciuto e riconosciuto da tutti, di “‘O scarfalietto” o di “Miseria e nobiltà”, e dimostrare quanto siano altrettanto positive le opere meno note di un grande autore. Nel mettere in scena lo spettacolo, ho preferito rispettare per la quasi totalità il dialetto dell’epoca, e trasmettere alla giovane compagnia di Aris. Tea – che per la prima volta si avvicinava al teatro di Eduardo Scarpetta – gli insegnamenti da me ricevuti negli anni di partecipazione alla compagnia del mio amico, prematuramente scomparso, Mario Scarpetta “.
La scena, disegnata insieme ai costumi, da Adelia Apostolico, e realizzata dal laboratorio di Aris.Tea, rappresenta il salotto di Felice – interpretato da Cornelio Piscitelli – che deve andare sposo ad Amalia (Mirella Rotaniello), figlia di un ricco commerciante (Franco Acconcia), di un paese vicino Napoli, il quale, sapendo che Felice dice facilmente bugie, lo minaccia di non dargli più la figlia in sposa se lui continua in questo suo difetto; intanto a casa di Felice, con una scusa e cambiandosi il nome, con l’aiuto di Asdrubale (Valerio Salvatore), si presenta Giulio (Francesco di Maio), innamorato segreto di Amalia e figlio di Anselmo (Pino Braccio) che aiuta una giovane compagnia di dilettanti a mettere su uno spettacolo. In questa compagnia, come servo di scena c’è Pulcinella (Angelo Anemola), innamorato di Luciella (Margherita Piscitelli), serva di Felice, che in assenza del padrone lo invita a salire per dichiarargli il suo amore. Da questo momento fino alla fine, Luciella, che deve ricevere una dote di duecento ducati se il suo padrone sposa Amalia, con l’aiuto di Pulcinella, cerca di riparare più volte alle bugie che Felice involontariamente continua a dire.
Eduardo Scarpetta visse nel teatro e per il teatro. Egli scrisse per far ridere a ogni costo, aggirando la mente, saltando a piè pari le meditazioni del pensiero, assolutamente che solo l’ilarità potesse offrire all’uomo l’occasione, la possibilità e il mezzo per difendersi dalla rispettività del quotidiano e dai suoi meccanismi che demoliscono i sogni, le aspirazioni, la volontà stessa. Per Scarpetta solo il teatro possiede gli strumenti per costruire un’oasi d’evasione, arrivando a forzare imprevedibilmente il ruolo e i limiti della fantasia. Eduardo Scarpetta, nato a Napoli il 13 marzo 1853, cominciò ad avvicinarsi al teatro all’età di quindici anni e si ritirò dalle scene solo nel 1909. Padre di Titina, Peppino e Eduardo De Filippo, che mai riconobbe, morì il 29 novembre 1925.

Caterina Vesta

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