Lusciano

Lusciano, Maroni proroga commissariamento di altri sei mesi

Roberto MaroniLUSCIANO. Su proposta del Ministro degli Interni, Roberto Maroni, il Governo ha deciso di prorogare la durata del Commissariamento del Comune di Lusciano per ulteriori sei mesi.

Ne dà notizia la Gazzetta Ufficiale nr. 104 del 7 maggio scorso che allega anche la richiesta del Ministro. Come noto, il consiglio comunale di Lusciano è stato sciolto ai sensi dell’art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, essendo stati riscontrati fenomeni di infiltrazione e condizionamento da parte della criminalità organizzata, con decreto del Presidente della Repubblica in data 17 ottobre 2007, che venne registrato alla Corte dei Conti in data 24 ottobre 2007.

Il predetto decreto aveva previsto in diciotto mesi la durata del Commissariamento al termine del quale si sarebbe tornata al voto. Per effetto dell’avvenuto scioglimento, la gestione dell’ente è stata affidata ad una commissione straordinaria che ha perseguito l’obiettivo del ripristino della legalità operando in un ambiente che, a causa di una manifestata disaffezione verso la vita democratica e le istituzioni, stenta tutt’ora ad affrancarsi dal radicato sistema di diffusa arbitrarietà.

Infatti, come rilevato dal prefetto di Caserta con relazione del 9 marzo 2009, nonostante il notevole impegno profuso dall’organo commissariale per il recupero del prestigio e della credibilità dell’amministrazione comunale, si sono registrate comunque difficoltà nel tentativo di incidere in maniera permanente e profonda al fine di spezzare quel condizionamento che è tuttora presente nel tessuto sociale ed economico locale.

La stessa commissione straordinaria, nell’illustrare i risultati conseguiti, pur rilevanti ed apprezzabili, ha evidenziato la necessità di un’opera di completamento della stessa a garanzia di un più completo processo di risanamento. In particolare, l’organo di gestione straordinaria ha rappresentato l’esigenza di portare a termine l’intervento avviato nel settore urbanistico volto a completare il delicato e complesso iter amministrativo relativo al terzo lotto del piano per l’edilizia economica e popolare ed alla seconda zona del piano per gli insediamenti produttivi, su cui potrebbero accentrarsi interessi speculativi da parte della criminalità organizzata.

Altra iniziativa, per la quale appare necessario che la relativa procedura sia portata a termine dalla gestione commissariale, è la gara per la fornitura di pasti preconfezionati presso la locale scuola elementare, anche in considerazione della circostanza che uno dei fattori che hanno condotto allo scioglimento del consiglio comunale è rinvenibile proprio nella illegittimità delle procedure di aggiudicazione del servizio di refezione scolastica che hanno favorito ditte i cui amministratori risultano legati alla criminalità organizzata.

Sono state inoltre avviate le procedure per la realizzazione di circa sessanta opere pubbliche, comprese nel piano di priorità adottato dalla commissione straordinaria, che comporteranno un notevole impegno – nell’ambito della funzione di ripristino della legalità affidata alla commissione – per garantire il rispetto rigoroso delle procedure previste dalla legge, al fine di evitare che dei relativi finanziamenti possa beneficiare la malavita organizzata.

Rileva, inoltre, il prefetto che deve ancora essere completata l’opera di risanamento della struttura burocratica, caratterizzata dalla dimostrata permeabilità a condizionamenti esterni, anche della criminalità organizzata e che presenta un grave disordine organizzativo, amministrativo e finanziario.

Per questi motivi, ed anche la relazione del Prefetto va in questa direzione, il Ministro Maroni ritiene che le procedure ed i piani di intervento già avviati, assunti nell’ambito di una complessiva strategia di affermazione della legalità, siano portati a completamento a cura dello stesso organo straordinario, con tutti i possibili effetti vantaggiosi connessi all’immediata percettibilità da parte della collettività dei benefici dell’azione di risanamento.

Tenuto conto dei persistenti segnali di influenza della malavita locale, della necessità di continuare nell’opera di contrasto delle iniziative tese ad incidere negativamente sull’imparzialità ed il buon andamento dell’azione amministrativa del comune di Lusciano ed al fine di poter concretizzare tutti gli interventi strutturali intrapresi nel campo delle opere pubbliche e dei servizi, secondo Maroni, si rende necessario prorogare la gestione commissariale di ulteriori sei mesi.

Ritenuto, pertanto, che ricorrano le condizioni per l’applicazione dell’art. 143, comma 3, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, vista la citata relazione del prefetto di Caserta, Maroni ha formulato al Governo la proposta per la proroga della durata dello scioglimento del consiglio comunale di Lusciano per il periodo di sei mesi.

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