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Opel, accordo Magna e Gm. Marchionne: “La vita va avanti”

Sergio MarchionneBERLINO. Fiat non parteciperà al vertice che il governo tedesco terrà oggi a Berlino per decidere sul destino di Opel.

L’ad del Lingotto, Sergio Marchionne, anche in virtù delle voci che parlano dell’austriaca Magna in pole position per l’acquisizione della casa automobilistica (ma secondo la Bild il gruppo austro-canadese potrebbe anche ritirarsi), in una nota riafferma l’interesse di Fiat ad un accordo con General Motors per la possibile fusione delle proprie attività automobilistiche con quelle di Opel.

“Il piano proposto da Fiat – prosegue la nota – limiterebbe i costi sociali del processo di integrazione e al tempo stesso consentirebbe di ottenere significative sinergie attraverso la condivisione di piattaforme, componenti, motori e trasmissioni”.

La ricerca di un partner per Opel, iniziata da Gm e proseguita dal governo tedesco, “è stato un processo complicato e difficile”, sottolinea Marchionne. “Siamo coinvolti in queste attività da un certo numero di settimane – aggiunge – ma le questioni emerse nelle ultime fasi del negoziato tra martedì e mercoledì ci hanno sorpreso negativamente, dal momento che non eravamo stati informati di certi dati e informazioni finanziarie chiave che consideriamo essenziali per la formulazione di un’offerta di fusione seria”.

Perciò, Fiat “non ha avuto pieno accesso alle informazioni contabili di Opel per determinare con esattezza la situazione finanziaria della stessa Opel e poter così formulare un’offerta di fusione che tenga in considerazione sia le esigenze di General Motors come venditore che quelle di Fiat”.

“Le richieste dell’ultima ora costringerebbero, fra l’altro, Fiat a sostenere finanziariamente Opel nell’immediato – spiega il comunicato della casa torinese – mentre il governo tedesco determina i tempi e le altre condizioni del finanziamento ponte, esponendo così Fiat a rischi non necessari e irragionevoli”. Senza il tempo necessario a una “valutazione di business” e le “usuali attività di due diligence”.

Marchionne ribadisce quindi l’offerta di “apportare le nostre attività automobilistiche senza debiti”, ma “di più non ci può essere richiesto”. Alla luce di queste considerazioni – conclude la nota – “Fiat ha deciso di non partecipare alle riunioni che il governo tedesco sta cercando di organizzare a Berlino per venerdì 29 maggio”.

Intanto il vertice Opel è stato rimandato alle 18 perché i colloqui tra General Motors e Magna sono ancora in corso. La trattativa tra le due aziende, secondo quanto riferisce l’agenzia Reuters, sembra aver raggiunto l’accordo: Magna avrebbe offerto 300 milioni di euro a Gm per chiudere la partita e lanciare un prestito ponte tedesco da 1,5 mld di euro: “Un accordo quadro è stato raggiunto – scrive la Reuters citando una fonte vicina ai colloqui – l’obiettivo è di definire il maggior numero di dettagli possibile prima dell’incontro con la Merkel per firmare un memorandum d’intesa oggi”. Il co-amministratore della Magna Siegfried Wolf ha risposto con riserbo affermando di “non poter confermare un accordo con General Motors”.

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