Italia

Omicidio Sandri, Spaccarotella: “Non volevo uccidere”

Luigi SpaccarotellaAREZZO. E’ iniziata con la dichiarazione spontanea dell’agente della Polstrada Luigi Spaccarotella l’udienza in Corte d’Assise d’Appello ad Arezzo di questa mattina.

Il poliziotto è accusato dell’omicidio del tifoso laziale Gabriele Sandri avvenuto l’11 novembre 2007 sull’area di servizio di Badia al Pino. “Non c’era volontà di causare la morte di nessuno. Volevo solo fermare qualcosa che stava succedendo e fare il mio lavoro. – ha esordito l’agente Spaccarotella – Ho provato a fare un gesto per fermarli, il gesto istintivo di alzare il braccio o tutti e due, non ricordo. Mi sono reso conto – continua –che il colpo è partito quando ho sentito il rumore. Sono arrivato affannato, anche per l’asma che mi perseguita da quando avevo 16 anni. Erano momenti concitati: lo stress, la corsa, l’asma. Non è stata una cosa volontaria, non volevo uccidere nessuno”.

L’agente della Polstrada ha sottolineato che non era sua intenzione uccidere Gabriele ma che ha sparato credendo non aver colpito nessuno ma soltanto per calmare la situazione poiché aveva notato che il gruppo degli amici di Sandri stava litigando con un’altra comitiva di supporter juventini che non cessava nonostante le sirene spigate dell’auto della polizia.

Le parole di Spaccarotella hanno concitato gli animi dei presenti in aula e, durante la deposizione, alcuni hanno gridato “Vergognati, verme, assassino” e “Dicci la verità”. Inoltre fuori al Tribunale sono stati appesi tre striscioni riportanti la scritta: “E’ ora che sia fatta giustizia per Gabriele. Bronchite asmatica più stress = il vostro certificato per uccidere. Vergognatevi”.

Anche la famiglia Sandri è rimasta delusa per la deposizione dell’agente Spaccarotella ed ha abbandonato l’aula mentre proiettavano le immagini dell’autopsia sul corpo di Gabriele: “Sono rimasta sconcertata a non sentirlo interrogare. Se fosse onesto direbbe: Ho sbagliato, pago”, ha detto la madre di Gabriele, Daniela Sandri. “Spaccarotella ha voluto evitare di dire per l’ennesima volta delle bugie. – ha affermato il padre della vittima Giorgio Sandri – Se io fossi innocente vorrei affrontare il tribunale per far capire che quello di cui sono accusato non è vero. Invece lui ha parlato di bronchite asmatica e stress, come se con questo fosse possibile difendersi”.

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