Italia

Casi Mills-Noemi, Berlusconi : “Reagirò alle accuse”

Silvio Berlusconi In un’intervista rilasciata alla Cnn, Silvio Berlusconi annuncia che reagirà alle accuse sui casi Mills e Noemi, e per i suo avversari sarà “un boomerang”. “Mi hanno accusato di avere mentito nelle dichiarazioni che ho fatto ai giornali.

Di fronte a un’accusa di questo genere reagirò, spiegherò esattamente com’è la situazione e avrò ancora una volta tutti gli italiani con me, e ancora una volta quest’accusa sarà un boomerang nei confronti di coloro che me l’hanno fatta”, afferma il premier parlando della vicenda di Noemi Letizia, il cui fidanzato ieri ha rivelato a Repubblica l’origine del suo rapporto con Berlusconi che, secondo il ragazzo, avrebbe contattato direttamente la giovane dopo averla vista su un fotobook preso da Emilio Fede in un’agenzia di spettacolo per una selezione di “meteorine”. “Trovo indegno – aggiunge Berlusconi – il comportamento di chi entra in una vicenda privata per farne motivo di attacco politico. Per il resto la stampa italiana, e soprattutto due giornali della sinistra, avevano illustrato la mia partecipazione a una festa di compleanno di una famiglia amica, ed era il compleanno dell’unica figlia che compiva 18 anni. Anche mia moglie è caduta in questo errore e ha creduto a quanto comunicato da questa stampa. Non c’è nulla, nulla di nulla, che sia minimamente negativo, abbiamo chiarito la situazione e ancora di più la chiariremo in futuro, anche se all’inizio io non ho voluto che si entrasse nei rapporti tra me e questa famiglia perché ritengo che abbiano diritto alla privacy e segretezza, perché fanno parte della mia vita privata”.

Sulla sentenza Mills, secondo la quale Berlusconi avrebbe corrotto l’avvocato britannico per farlo agire da falso testimone al fine di favorire l’allora Fininvest, il premier ribadisce: Una sentenza ingiusta. No, scandalosa. Non solo ingiusta. I giudici di sinistra avevano scritto la sentenza prima che cominciasse il processo. Questi giudici non sono giudici, ma militanti politici che usano il potere giudiziario a fini di lotta politica. Però lei deve sapere – aggiunge rivolto all’intervistatore – che gli italiani sono schierati con me, perché hanno visto tutte le altre precedenti situazioni in cui in ogni campagna elettorale i giudici che in Italia sono chiamati toghe rosse sono entrati in campo e hanno cercato di farmi del male. Devo dire poi che la magistratura è fatta di molti giudici giusti. Io uso dire: ‘Ci sarà un giudice, alla fine, a Berlino’. Ci sono giudici a Berlino anche in Italia e io sono stato sempre assolto”.

A questo punto Berlusconi racconta la sua versione dei fatti sul caso Mills: “Il signor Mills, professionista, aveva assistito un armatore italiano che risiede all’estero per la vendita di due navi, e ha avuto pagata la prestazione con seicentomila dollari. Quando li ha ricevuti gli facevano comodo tutti, e ha cercato di non doverli spartire con i suoi soci di studio e di non dover pagare il 50% al fisco inglese. E gli è venuta in mente la brillante idea di dire che gli erano stati regalati. Infatti, sui soldi oggetto di una donazione non si pagano le tasse. Invece di pensare a dei principi arabi, ha pensato al Gruppo Fininvest, soprattutto perché un dirigente che era in contatto con lui era morto nel frattempo. Pensava che la cosa sarebbe rimasta una privata, invece è diventata pubblica; è stato interrogato in modo duro, per dieci ore, e non ha potuto sconfessare quello che aveva dichiarato. L’ha fatto subito dopo, quando è stato sicuro di non essere messo in prigione in Italia, e ha detto: ‘Questi soldi mi sono venuti assolutamente non da Fininvest, ma da questo signore, eccetera’. Noi abbiamo sentito questo signore che ha confermato in modo assoluto, abbiamo seguito il percorso di questi soldi attraverso le banche dove erano stati depositati in campo internazionale. Abbiamo visto quando questi soldi sono arrivati sui conti del signor Mills. E c’è questa prova assoluta, così assoluta che il fisco inglese ha svolto la stessa indagine ed è arrivato a costringere il signor Mills a pagare le tasse su questi profitti professionali”.

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