Gricignano

Il Pd si dà la “sveglia” e vuole davvero rinnovarsi

Nicola VerdeGRICIGNANO. I buoni propositi e il tentativo di “ringiovanimento” non hanno prodotto i frutti sperati per la sezione cittadina del Pd di Gricignano che oggi si ritrova in preda ad una profonda crisi.

Crisi che è stata affrontata in una lunga e accesa riunione tenutasi domenica mattina nella sede di Piazza Municipio. Al centro del dibattito il mancato raggiungimento degli obiettivi da parte del direttivo in carica, una cui fetta, costituita da giovani, sin dalla nomina avvenuta lo scorso anno, non ha mai frequentato la sezione e sembra essere alquanto disinformata della situazione politico-amministrativa locale.

Inutili, finora, gli sforzi prodotti dal coordinatore Attilio Guida, dal vicecoordinatore Vincenzo Viglione e dal presidente Nicola Verde (nella foto), gli unici che, assieme ad uno sparuto gruppo di “attivisti”, hanno cercato, invano, di rilanciare il partito a Gricignano.

Un rilancio che doveva portare il Pd ad essere protagonista sullo scenario politico, così come lo è in ambito amministrativo, in quanto forza più consistente rappresentata nella maggioranza consiliare e nella giunta. E invece, paradossalmente, i democratici non hanno “peso” quando sono all’esterno della casa comunale.

Nel mirino, in particolare, la scelta, adottata lo scorso anno, di nominare nel direttivo i cosiddetti “rappresentanti familiari”, ossia figli e parenti di amministratori ed ex dirigenti quando, nella sostanza, sono stati fino ad oggi sempre questi ultimi a frequentare la sezione e presenziare alle riunioni. Certo, giovani, persone di qualità ma che finora sono apparsi disinteressati verso il partito.

Ecco che, a margine della riunione di domenica, durante la quale sono volate accuse ma sono emerse anche convergenze tra la maggioranza dei presenti, si è deciso all’unanimità di azzerare il direttivo subito dopo l’appuntamento delle elezioni europee in programma il 6 e 7 giugno. Una proposta lanciata dal presidente Verde, che si è impegnato, assieme ai coordinatori, a rassegnare le dimissioni e a procedere alla convocazione di un’assemblea per nominare un nuovo direttivo che traghetterà la sezione fino al congresso nazionale del partito previsto ad ottobre.

Intanto, proseguirà la campagna adesioni 2009 e il partito si organizzerà per le Europee, puntando su candidati che saranno ritenuti maggiormente rappresentativi per il territorio, anche approfittando della possibilità di esprimere il voto di preferenza per la competizione di giugno.

Dunque, l’ennesimo tentativo di aprire “una nuova fase” per il Pd. Sarà la volta buona? “Io speriamo che me la cavo…”.

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