Cesa

Processo Marino, il muratore cesano condannato a sei anni

 CESA. Una vittoria a metà per la difesa di Vincenzo Marino, 40 anni, muratore, originario di Cesa, accusato di tentatoomicidio e rapina.

Il processo, svoltosi con le forme del rito abbreviato, dinanzi al Gup del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, si è concluso riservando ulteriori sorprese. Infatti, il giudice Francesco Chiaromonte ha condannato Marino a sei anni di reclusione, per tentato omicidio aggravato, assolvendolo però dal reato di rapina.L’ulteriore novità è rappresentata dal fatto che il giudice, nel disporre l’assoluzione per il reato di rapina, ha deciso di denunciare per falsa testimonianza la persona offesa che ha subito l’aggressione dall’imputato.

Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna ad otto anni di reclusione, mentre la difesa, affidata agli avvocati penalisti Enzo Guida e Michele Angelo Basile, si era battuta sin dall’inizio per l’assoluzione dal reato di rapina e per una esclusione della ipotesi del tentato omicidio, chiedendo una condanna più lieve per il reato di lesioni. Le richieste della difesa sono state accolte, dunque, in parte per cui ora sarà presentato appello per impugnare la sentenza.

Il processo ha riservato diverse sorprese. Inizialmente, proprio accogliendo i rilievi difensivi circa l’inattendibilità della persona offesa, il Gup Chiaromonte dispose l’esame della stessa. L’imputato si è sempre difeso sostenendo che non vi era stata alcuna rapina e che il ferimento era avvenuto nei pressi del carcere di Santa Maria Capua Vetere a causa di un diverbio. La persona offesa, invece, sin dall’inizio di questa vicenda ha affermato che era stato vittima di una rapina avvenuta a Macerata Campania. Non erano mancate le perplessità ed i dubbi in ordine a tale racconto, evidenziati dalla difesa quando era stata ascoltata la vittima. La stessa difesa, per dimostrare che le ferite infertenon erano gravi, potendo trattarsi di lesioni e non di tentato omicidio, nel corso del giudizio ha prodotto la cartella clinica della persona offesa ed una consulenza medico legale per dimostrare che mai c’è stato il pericolo di vita per la vittima. Dopo l’esame del denunciante, proprio perchè il giudice non era pienamente convinto della attendibilità di questi, è stato introdotto un ulteriore elemento di novità, cioè l’acquisizione dei tabulati telefonici della presunta vittima, per conoscere anche la sua esatta collocazione al momento dell’avvenuta aggressione. Da tali accertamenti è emerso che la vittima non si trovava a Macerata Campania, ma proprio nei pressi del carcere. L’imputato, quindi, veniva ritenuto credibile anche se al termine il giudice, come dicevamo, ha escluso soloil reato di rapina, mentre è stata confermata l’accusa di tentato omicidio e dunque la condanna per tale reato.

Marino, 40 anni, incensurato, che lavora come muratore,fu arrestato lo scorso13 settembre mentre l’episodio si era verificato nellanotte tra il 8 e il 9 settembre lungo la strada che collega San Tammaro a Santa Maria Capua Vetere.

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