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Incontro sulla legalità al Liceo “Garofano”

liceo garofanoCAPUA. Terzo incontro al liceo “Garofano” sul tema “I giovani la politica. Come è cambiato il rapporto dal 68 ad oggi.” Relatori dottore Vallone, il prof. Coviello, l’avv. Petrarolo, il colonnello Ruggiero.

Il Liceo “Garofano” di Capua continua gli incontri relativi al progetto “Giovani e Politica. Come è cambiato il rapporto dal 1968 ad oggi” con la terza tavola rotonda lunedì 4 maggio alle ore sedici presso la sala multimediale dell’Istituto. Relatori sono il funzionario della DDA Vallone,un magistrato in servizio presso la procura sammaritana, il professore Coviello della facoltà di economia di Capua e l’avvocato Antonio Petrarolo. Tratteranno il tema importante del rapporto tra giovani e politica. Il progetto, giunto al terzo incontro, ha sviscerato tutte le componenti che hanno portato i giovani ad allontanarsi dalla politica. Nel primo incontro hanno relazionato il prof. Claudio De Flores, ordinario presso la facoltà di Giurisprudenza di S.Maria C.V. e l’allora assessore provinciale alla Pubblica Istruzione Nicola Ucciero. Nel secondo incontro ha tenuto banco la relazione del professore Coviello che ha evidenziato il grafico del disinteresse dei giovani dalla politica. Lunedì prossimo il progetto del Liceo “Garofano” toccherà ancora il delicato tema del dualismo giovani-politica, grazie alla presenza degli illustri ospiti. Dirigente scolastico del Liceo “Garofano” è il prof. Giovanni Di Cicco. Perché questo tema? A parlarcene è proprio il dirigente scolastico Di Cicco: “Semplicemente perché tra i giovani c’è oggi un grosso distacco dalla politica. E noi pensiamo che sia un errore grave perché il mondo giovanile deve riappropriarsi della politica per portare una ventata nuova nella società italiana. Non basta l’alibi che che la politica non si occupa a sufficienza dei giovani. Perché se rovesciamo la domanda c’è da chiedersi: “Ma i giovani si occupano abbastanza di politica?”
Il distacco dei giovani dalla politica è andato sempre più aumentando. Perché? ” Durante gli anni Cinquanta e Sessanta sicuramente era così. I giovani interagivano con la politica. E c’era una ragione ben precisa. Nel periodo della ricostruzione e del boom economico, lo strumento per partecipare al mutamento del paese, appena uscito dalla dittatura e dalla guerra, erano i partiti, a cui i giovani si avvicinavano attraverso le sezioni e le parrocchie; luoghi dove si discuteva, si formavano le idee, si cresceva, si selezionavano i dirigenti del futuro. Se guardiamo al profilo dei vari D’Alema a Fini e tanti altri, ci accorgiamo che molti degli attuali leaders politici nazionali si sono formati in quegli anni nelle organizzazioni giovanili di partito. La società cambia, però, ed infatti I primi segnali del mutato rapporto tra giovani e politica affiorano alla fine degli anni Sessanta. Il mondo giovanile rappresenta una fucina di idee in ebollizione mentre, d’altro canto,i partiti mantengono una struttura troppo monolitica e lenta nel recepire gli stimoli delle nuove generazioni. Nonostante l’inizio di un contrasto, bisogna riconoscere che l’interesse per la politica resta altissimo, anzi si creano le condizioni per assumere delle punte notevoli.
Siamo alla fine degli anni sessanta, ci avviciniamo al “mitico” ’68 ed i movimenti degli anni immediatamente successivi rappresentano il tentativo di esprimersi in modo più diretto ed efficace da parte delle giovani generazioni del tempo. Assemblee infuocate, occupazioni e cortei diventano il luogo della partecipazione alla costruzione del proprio futuro. Dopo il ’68 c’è la stasi: tutto si ferma. La difficoltà di ottenere risultati tangibili e la cappa pesantissima del terrorismo, contribuiscono a far rientrare nei ranghi milioni di giovani. Per la generazione del tempo inizia ad aprirsi una forbice sempre più ampia con la politica e per usare un termine coniato dai “politologi” del tempo, nei primi anni Ottanta, viene usata una parola nuova: “riflusso”. Cambia il rapporto giovani/politica ed il mondo giovanile abbandona la sfera pubblica e gli interessi si concentrano sulla vita privata. Cambia anche la mentalità dei giovani.

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