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“Dove va il Mondo?”, incontro del Cocevest a Grazzanise

da sin. Narciso e Dini CiacciGRAZZANISE. L’approdo finale della lunga navigazione formativa che vide il vascello-Cocevest salpare nel gennaio 2008 non poteva che avvenire così, …

… affrontando cioè una megaproblematica concentrata nella poderosa domanda: “Dove va il mondo?. Ma per aprire contestualmente varchi di speranza, puntando l’attenzione su “I contributi dei grandi Organismi internazionali: Ue-Onu-Unicef-Fao-Nato-Ong…”.

E’ dunque prevista, per la fascia oraria 10,30-12,30 di domenica 24 maggio, presso la scuola delle suore Ancelle dell’Immacolata, in Via Eufrosina, una tavola rotonda che si preannuncia più che coinvolgente. Ben chiaro il segnale che si lancerà ai corsisti e agli ospiti (responsabili delle associazioni, esponenti politici, rappresentanti istituzionali, educatori, semplici cittadini…) che vorranno liberamente intervenire: non è possibile limitarsi a vivere nella quotidianità; è invece importante sentirsi “cittadini del mondo” e guardare lontano, nello spazio e nel tempo. Troppe le tremende interconnessioni della globalizzazione e molte le conseguenze che si osservano in assenza di un Governo planetario forte e concretamente capace di difendere i diritti delle persone e dei popoli, per concedersi il “colpevole” lusso di rifugiarsi in un’egoistica sfera privata.

A far luce sugli aspetti più controversi dell’attualità e sui formidabili scenari che si vanno disegnando saranno chiamate tre autentiche “stelle” dell’impegno civile del casertano: Agnese Ginocchio, ambasciatrice internazionale per la Pace: “Uno sguardo globale sui tormenti del nostro territorio”; Emilia Narciso, presidente Comitato provinciale Unicef-Caserta: “L’Unicef e le sue nuove sfide”; Giovanna Di Marcello, direttrice del Centro ‘Europe Direct’ dell’Amministrazione provinciale di Caserta: “L’Europa dei cittadini: analisi e prospettive nel III millennio“.

Coi loro preziosi contributi si concluderà l’itinerario di “formazione ad una cittadinanza consapevole e responsabile” che si è snodato mediante ventidue incontri-dibattito coronati sempre da notevole interesse per la forza analitica e propositiva degli argomenti affrontati e per la riconosciuta competenza dei relatori. Per l’ultimo appuntamento di ampio respiro le questioni generali in discussione e affidate alla seria volontà partecipativa dei singoli e delle aggregazioni organizzate le direzioni di marcia che tracceranno le “stelle”. Nel 1971 il tecnologo-futurologo Roberto Vacca pubblicò un saggio, “Il Medioevo prossimo venturo”, che suscitò grande scalpore e servì a far “aprire gli occhi” su quanto, nel mondo, andava delineandosi.

Pochi anni prima (nel 1964), il semiologo Umberto Eco aveva scritto “Apocalittici e integrati”. La più ragionevole prospettiva che adesso si dischiude non va, naturalmente, né verso il catastrofismo allarmante e nemmeno nel senso di un’accettazione supina di tutto ciò che ci accade dentro e intorno, senza confine alcuno. Il futuro è, inevitabilmente, nelle mani dei potenti della terra, ma, doverosamente, anche nelle nostre mani! S’è detto: “Il domani sarà come lo costruiamo da oggi”.

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