Aversa

Via Tristano, eliminate le barriere architettoniche

I pali rimossi e sostituitiAVERSA. Per la serie “se segnali un disservizio qualche volta ti ascoltano” ecco che va sottolineato come l’Amministrazione abbia raccolto e prontamente risolto il problema della barriera architettonica creata dai lavori pubblici avviati in via Tristano, …

… l’arteria che collega via Saporito a via Corcioni, per realizzare ex novo un marciapiede, segnalato qualche tempo fa. Un’opera ancora in fase di completamento che, come ogni costruzione da effettuare sul territorio italiano, sia in fase di progettazione sia, soprattutto, in fase di realizzazione deve rispettare le norme contenute nel Dpr 503 del 24 luglio 1996 in fatto di eliminazione delle barriere architettoniche che prevedono marciapiedi con “larghezza minima di 90 cm, che abbiano, inoltre, allargamenti del percorso, da realizzare almeno in piano, ogni 10 m di sviluppo lineare, per consentire l’inversione di marcia da parte di persona su sedia a ruote”.

Prescrizioni che in via Tristano non sembrava fossero state rispettate, malgrado l’evidente intenzione di eliminare le barriere, essendo stato il marciapiede provvisto di scivoli. Ma a che cosa può servire uno scivolo se, poi, lungo il percorso vengono installati dei pali per l’illuminazione che riducono la larghezza del marciapiede ci eravamo chiesti dopo aver constatato, metro alla mano, che la collocazione dei pali rendeva il marciapiede “fuorilegge”. Perché, pur raggiungendo, in alcuni punti, una larghezza massima di 138 centimetri, la presenza dei pali, posizionati – tra l’altro – senza allineamento, riduceva quella utilizzabile da “persona su sedia a ruote” a 80 centimetri, nei punti più larghi, a 43 in quelli più stretti. Pochi perché il marciapiede fosse percorribile da “persona su sedia a ruote” considerando che questi cittadini aversani utilizzano sedie a rotelle la cui larghezza standard è compresa tra i 52 e i 70 centimetri.

Da qui l’sos lanciato al sindaco che nel rilasciare la licenza di abitabilità o di agibilità di un’opera deve accertare – per legge – se questa sia stata realizzata nel rispetto delle norme vigenti. Evidentemente in via Tristano qualche cosa era sfuggita dato che, dopo la segnalazione, i pali “fuorilegge” sono stati rimossi e sostituiti con pali non solo allineati ma anche addossati al muro di cinta, per consentire l’utilizzo del marciapiede a tutta larghezza, cancellando la barriera creata ai disabili che naturalmente ringraziano.

Pali non allineati

Pali allineati e spostati

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