Santa Maria C. V. - San Tammaro

Esibizione Brigata Garibaldi al Teatro Comunale

Brigata Garibaldi SANTA MARIA C.V. Tutti in piedi ad applaudire i bersaglieri della Brigata Garibaldi di Caserta che nella serata di venerdì scorso si sono esibiti sul meraviglioso palcoscenico del teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere.

Applauditissimi anche i ragazzi del laboratorio artistico “Fabbrica Wojtyla” che hanno messo in scena un’ opera che fa parte della produzione culturale interna al teatro Garibaldi con la regia di Patrizio Ranieri Ciu, autore dei testi e delle musiche.
Fanno parte del laboratorio aperto gratuitamente a tutti: Chiara Fiore, Giovanna Corvino, Roberta Razzano, Cesco Russo, Kiara Fiore, Ivan Santorelli, Roberta Brustia, Giusy Russo, Eugenia De Cesare, Antonella Marino, Annamria Marino, Giusy Cipullo, Alessia Silvestrin Federica Marino Appia Corvino, Mariano Viggiano, Jasmine Meloni, Silvia Confù, Bernadette Di Rubbio, Valia La Rocca, Paola Papadia, Davide e Ada Signore, quest’ultimi i più piccolini che hanno seguito le coreografie di Rosa Fusco. Assistente alla regia Agnese Catone.
Militari, attori professionisti come Clementina Gesumaria, Giovanni Della Valle e Peppe Fiore, accanto ai bambini e agli adolescenti della Fabbrica Wojtyla per essere “Sentinelle di Pace”, per non dimenticare gli eroi che sono caduti in missione nel focolaio dei Balcani.
Un messaggio ma anche l’augurio che i giovani possano portare nel loro cuore sempre accesa la fiaccola dell’amore che muove anche le montagne per difendere i più deboli.
I bersaglieri sono entrati in teatro sul palco baldanzosi, agitando le loro piume e dando fiato alle loro trombe per suonare alcune delle marce e melodie più famose, strappando anche le lacrime di molti cittadini della città del Foro che hanno vissuto i tempi della Resistenza, della deportazione nei campi di concentramento di giovani, di intere famiglie, di bambini marchiati col fuoco e uccisi. Qui l’interpretazione di Cesco Russo, uno dei giovani del laboratorio artistico, nelle vesti di un ragazzino finito ad Auschwitz, ha lasciato senza fiato il pubblico che hanno vissuto in pochi minuti l’orrore dell’Olocausto ritornando poi nella realtà richiamati dalle tenerissime parole di Cesco ancora sotto i riflettori. Ma la speranza del futuro che i giovani rappresentano è la forza che ci fa uscire dall’inferno più profondo, facendoci superare il dolore ed incontrare Dio nel volto di chi soffre, di chi muore nelle trincee, come Nico Tarantino ha fatto sventolando alla fine il Tricolore, simbolo di vita ma anche di morte. Vessillo che grazie all’effetto delle luci, illuminava di verde bianco e rosso tutto il fuaiè, e sotto una gigantesca bandiera hanno trovato protezione tutti gli imberbi attori della Fabbrica Wojtyla, mentre il Silenzio squillato dal trombettiere della Brigata cadeva sul teatro, molcendo il cuore di molti. Poi tutti in piedi per l’Inno prima intonato a cappella da Francesca Lombardi, Marya e Lino Verdicchio. Alla fine scrosciante l’applauso che ha ripagato i protagonisti della Fabbrica Wojtyla di tutte le fatiche consumate per allestire lo spettacolo. Sul palco alla fine, con gli attori, i bersaglieri anche il comandate della Brigata per i ringraziamenti e di complimenti; il regista Patrizio Ranieri Ciu e il vicesindaco Nicola Leone, in rappresentanza dell’amministrazione comunale.
Un fine settimana di riposo per i ragazzi del laboratorio per riprendere nuovamente le prove e andare in scena il prossimo 29 aprile al Teatro Comunale di Caserta per la rappresentazione della commedia “La Moneta D’Oro” e poi il grande appuntamento per il 7 maggio al teatro Mediterraneo di Napoli per uno spettacolo di beneficenza insieme ai medici del Cardarelli.

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