San Nicola la Strada - San Marco Evangelista

Rubate le ringhiere del vecchio Molino Palomba

Molino PalombaSAN NICOLA LA STRADA. Il settecentesco fabbricato posto sul Corso Alcide De Gasperi e denominato “Molino Palomba” sta subendo continui furti. Questa volta si tratta delle antiche ringhiere che affacciano proprio sul corso De Gasperi.

A darne notizia è Marco che con una e-mail ci avvisa del furto. “Sono un cittadino ‘amante’ della legalità edi San Nicola la Strada, voglio informare Lei, tutti i cittadini e le Istituzioni, che stanno ‘scomparendo’ le ringhiere esterne(quelle che danno sul corso Alcide De Gasperi) in ferro battuto dei balconi del molino Palomba. Hanno cominciato a togliere quella centrale delle tre esistenti”.

Il Mulino Palomba, posto su Corso De Gasperi a metà strada tra il Municipio ed il Viale Carlo III, è sorto oltre due secoli fa come uno dei primi esempi di opificio industriale, destinato a mulino e pastificio, poi, con il passare degli anni è andato in disuso ed ora versa in cattivo stato. Già nel 2003, nel corso della sua prima  consiliatura, il sindaco Angelo Antonio Pascariello, che voleva mettere mano al progetto di recupero e trasformazione del Mulino Palomba bandi un concorso di idee fra architetti che venne vinto, come sentenziarono i cittadini di San Nicola attraverso un vero e proprio referendum, che venne vinto dalla squadra capitanata dagli architetti Iaselli, Leone e dagli ingegneri D’Alessandro e Ditella. Per la sua realizzazione si pensò di fare ricorso all’utilizzo di risorse private attraverso il “project financing oppure a risorse della Comunità Europea, mentre svariate sono le sue possibili destinazioni d’uso, da centro di documentazione, a biblioteca, da auditorium a museo, da scuola per il restauro a sede per le varie associazioni culturali o a centro di riabilitazione per gli anziani.

Purtroppo, dal 2003 ad oggi nulla di tutto ciò è stato possibile realizzare, nessun privato si è fatto avanti, nessun finanziamento della Comunità Europea è stato assegnato e l’antico opificio è diventato preda di persone senza scrupoli che lo stanno letteralmente depredando.

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