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Un’Altra Storia: “Attacchi e denigrazioni”

NuzzoCERVINO. Per smentire alcune voci circolanti ed in relazione a quanto pubblicato nelle ultime settimane, come componenti del gruppo “Un’altra storia per Cervino, Messercola e Forchia” si vuole evidenziare come il progetto non riscontri la benché minima frizione tra i partecipanti.

Continuamente e quasi quotidianamente si registrano attacchi e denigrazioni al fine di scalfire il consenso che ogni giorno sempre di più si riscontra nell’elettorato cittadino che riconosce il nostro gruppo come l’unica vera novità di questa tornata elettorale amministrativa nonché l’unica garanzia di effettivo cambiamento e rinnovamento. Fortunatamente però queste tattiche e/o giochi sporchi non fanno altro che sortire l’effetto opposto: il gruppo è sempre più saldo.
“Pur nell’assoluta convinzione di tener fede al principio che non si fa campagna elettorale contro qualcuno ma a favore di qualcosa, ritengo necessario ed improcrastinabile procedere ad una serie di precisazioni e puntualizzazioni a causa dei continui attacchi ed indegne strumentalizzazioni che il gruppo “Un’Altra Storia per Cervino, Messercola e Forchia” continua a subire da colui che sembra essersi elevato a portavoce dell’attuale maggioranza.” A parlare è l’avvocato Gesuele Di Nuzzo, che con il proprio gruppo già da tempo ha aderito al movimento capitanato dal candidato a sindaco Angela Valentino. “Io e le persone che formano il mio gruppo, che all’inizio di quest’avventura si proponeva di essere critico osservatore dell’operare programmatico di coloro che si prospettavano il fine di cambiare l’attuale situazione politica amministrativa, abbiamo successivamente deciso di prendere parte attiva al progetto di innovare il modo di intendere la politica a Cervino aderendo con lealtà e consapevolezza al movimento voluto e concepito da Angela Valentino. Nessuna richiesta né alcuna offerta ha inquinato mai la purezza del comune intendere il progetto ed il programma. L’unico terreno d’incontro è stato, e continua saldamente ad essere, la condivisione di principi e di ideali. Per questo trovo indecorosa la strumentalizzazione che un avversario politico sta continuando a fare di una scelta personale senza mostrare, al contempo, alcun personale rispetto per il consequenziale disagio morale di chi quella scelta ha operato. Ho personalmente assistito e vissuto l’episodio, esaltato come sintomatico di debolezza dai nostri antagonisti, è posso serenamente affermare che anzi quello è stato un transito che mi ha ulteriormente confermato la solidità e tenuta dei principi ispiratori del movimento e la forza del gruppo. In quella circostanza sono stato personalmente attaccato e tacciato di incoerenza la dove, pur promuovendo l’opportunità di una forte aggregazione delle forze di opposizione, ho condiviso la scelta di non scendere a patti condizionando l’aggregazione con ‘accordi’ che nulla hanno di innovativo nel modo di fare politica. Ciò, lo ripeto, per il doveroso ineludibile rispetto dovuto agli elettori. L’aggregazione per essere salda ed incorruttibile deve essere fondata sull’incondizionata condivisione di principi ed idee; quando viceversa essa si fonda su accidentali convergenze di interessi egoistici è destinata a franare alla prima divergenza d’intenti. Anche quando non le condivido, rispetto le scelte di ognuno e da questo rispetto discende l’inconcepibilità di poterle strumentalizzare per fini propagandistici; ecco il motivo di questa precisazione. Reputo la gente della mia comunità dotata della giusta intelligenza e sensibilità per poter esprimere consapevolmente i propri giudizi senza bisogno di dar conto a proclami. L’operato nella propria componente oggettiva è immodificabile e sotto gli occhi di tutti; e, per questo, certo non è suscettibile di modificarsi solo grazie ad interpretazioni. Spero di aver portato solo un po’ di luce su di una vicenda che di inquietante ha solo la pervicace strumentalizzazione che di essa si continua a fare. Non propongo giudizi ma solo un consiglio: un buon amministratore, prima ancora di saper ‘comunicare’ deve saper ascoltare ciò che la propria gente ha da dirgli. Questo non è il momento delle chiacchiere urlate ma quello dell’azione fattiva e condivisa. La brava gente di Cervino è stanca di assistere a sterili schermaglie e si aspetta invece dignitosa operosità da tutti coloro che dicono di averne a cuore le future sorti”.

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