Maddaloni - Valle di Maddaloni

Left-libertarian presentano manifesto astensionista

Left-libertarianMADDALONI. I firmatari del manifesto anarcoliberale per Maddaloni tornano a farsi sentire lanciando un nuovo manifesto pubblico e astensionista. Letizia Domenico, tra i creatori del manifesto anarcoliberale, spera che gli organi di stampa diano la giusta importanza a questo manifesto libertario, antistatalista e astensionista.

Il manifesto:
Vogliamo portare all’attenzione degli elettori l’inutilità di quel gesto ammantato di “sacralità” che si chiama voto. Sarebbe facile fare demagogia sugli alti stipendi dei politici, sui benefici di cui godono, delle false promesse elettorali, degli sperperi compiuti con i nostri soldi di “cittadini – sudditi – contribuenti” e tutte le altre malefatte che quotidianamente gli organi di informazione portano alla nostra attenzione. Ma l’aspetto fondamentale è porsi la domanda: “perché votare?” Il voto è indissolubilmente legato al concetto di democrazia e quest’ultima all’idea di libertà; sembra che partecipando alle elezioni che si tengono periodicamente ci si possa sentire immancabilmente liberi. I nostri rappresentanti non perdono occasione per ricordarci che votare è un nostro diritto – dovere e che senza questo “rito pagano” non ci potrebbe essere una convivenza civile e saremmo costretti a vivere in una situazione di caos e di guerra perenne tra gli individui. Peccato che troppo spesso ci si dimentica che nella Germania nazista Adolf Hitler fu eletto democraticamente dal popolo sovrano e che tutte le dittature comuniste (passate e presenti) si definiscono “democratiche”. Solo questi esempi dovrebbero fare riflettere sul binomio democrazia uguale libertà. Perché votare allora? Ogni volta che ci rechiamo ad un seggio elettorale ci sembra di partecipare alla vita pubblica e di essere fautori del destino della nazione ma le cose stanno veramente così? Innanzi tutto il concetto di delega è completamente disatteso, in tutti gli ordinamenti giuridici esistono le figure del mandante e del mandatario, nel quale il secondo è obbligato a compiere degli atti giuridici ben definiti per conto del primo. I nostri rappresentanti si comportano secondo questi dettami? No, e si rifanno al dettato costituzionale, un’ottima scusa. La costituzione la rispettano solo quando interessa loro. Rispettano i limiti che gli vengono posti? Chi controlla che tali limiti vengano rispettati? Per qualunque politico lavorare significa emanare leggi ma tali leggi vengono rispettate da loro stessi? Il caso mele vi ricorda qualcosa? In che misura tali leggi sono di una qualche utilità per il resto della società? Un ulteriore aspetto da analizzare è quello dei burocrati statali: casta che rappresenta la continuità perenne tra il succedersi dei vari governi. In quale istituzione i lavoratori possono votare i loro datori di lavoro? Qualsiasi cittadino che non ha la “fortuna” di lavorare per lo Stato può scegliere il proprio capo? A quali conseguenze porta questa commistione di interessi? Il politico di turno sarà indipendente dal burocrate? Fino a che punto il burocrate influenzerà il “nostro” mandatario? A tutte queste domande (e a molte altre che chiunque è in grado di porsi) ciascuno di noi darà le risposte che riterrà più opportune, ma sottrarsi a riflettere su questi argomenti significa arrendersi ad una sorta di karma che decide il nostro destino e soprattutto a perdere la propria dignità di persona in grado di esercitare le proprie facoltà di critica.
Letizia annuncia anche altre iniziative da svolgersi appena si avrà le ‘forze’ e la capacità, una campagna particolareggiata sullo studio della contro-economia, la nascita di un movimento che dal casertano porti avanti una vertenza per l’abolizione dell’ergastolo, iniziative per la liberalizzazione delle armi, per la chiusura dei cpt e per la legalizzazione delle droghe siano essi definite leggere o pesanti. Si sta pensando anche alla creazione di una lista civica libertaria da presentare alle prossime elezioni comunali che si proponga in qualche modo di svolgere iniziative come lo sciopero fiscale, forme di mutualismo per sottrarre la gestione della sicurezza dalle forze pubbliche e statali a iniziative antiproibizioniste, la lista dovrebbe chiamarsi Disobbedienza Civile per Maddaloni, Quest’ultimo aspetto dice Letizia è tutto da analizzare anche perché molti tra noi, compreso io, non siamo d’accordo a presentarci come altro stupido partitino.

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