Italia

“Pesce d’Aprile”, teorie e aneddoti

“Pesce d’Aprile”Accadde Oggi. Ormai restare vittime del classico “pesce di aprile” è cosa alquanto improbabile, visto che ore prima ci si prepara a quelle che potrebbero essere le sorprese di amici, colleghi e personaggi vari che da secoli cercano di beffare il prossimo proprio nel primo giorno di aprile.

In verità, diverse sono le teorie per dare sostanza e questi fatti, ma di certo si conosce poco, tranne che il 1 aprile per secoli è stato per molte nazioni, anche distanti tra loro, l’inizio dell’anno, il Capodanno dell’antichità, visto che arrivava immediatamente con la primavera e che solo il Calendario Gregoriano del 1582 riuscì a spostare. In Francia si era soliti regalare in questa data un pacco vuoto, ma le origini vere probabilmente sono collegate all’era classica e ad un qualcosa di definito che sfugge anche agli storici più attenti. L’April fool’s day inglese, l’Aprilschertz tedesco ed il nostrano Pesce di Aprile sono comunque momenti di gioia e scherzo, molto probabilmente da ricollegarsi proprio alla felicità della primavera che porta via il freddo e la tristezza dell’inverno.

In questo giorno spesso e volentieri sono comparse le notizie più strampalate possibili, nella città di Aversa (Caserta) qualche anno fa su di un quotidiano all’epoca in edicola, “Lo Spettro”, comparve la notizia della vendita da parte dell’amministrazione comunale dell’Arco dell’Annunziata per i soliti problemi di bilancio comunale. Lo scherzo, anche per un passato “integerrimo” della testata, riuscì a fare colpo ed innumerevoli furono le telefonate di protesta e rammarico in redazione. Ma forse più grossi furono i pesci di aprile del Guardian che pubblicò un apposito inserto per parlare dell’isola di San Serriffe, l’isola che non esiste che prende il nome dal tipo di carattere tipografico. Ancora, la Bbc propose ai propri telespettatori un albero di spaghetti, la chiusura di Wikipedia nel 2006, la bufala di Berlusconi che Telelombardia porta come pronto a scegliere quali ministri Massimo Cacciari e Mario Monti dopo le elezioni del 2008.

Insomma, chi più ne ha più ne metta in questa giornata dove forse un po’ di sorriso non guasta dopo i tanti guai del freddo inverno.

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