Italia

Berlusconi dice no all’election day. Fini appoggia l’opposizione

 L’AQUILA. In visita nei luoghi del recente terremoto, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha annunciato che non saranno accorpate le elezioni europee con il referendum sulla legge elettorale.

“Sul referendum arrivano polemiche fuori luogo, la Lega avrebbe fatto cadere il governo se fosse passato l’election day. – ha esordito il premier – Abbiamo scelto di non inseguire, quanto al referendum, una situazione per noi favorevole e molto positiva come il raggiungimento del sistema bipolare, facendo cadere il governo. Mi spiace che altri interpretino come una debolezza del premier e del Pdl aver ceduto ad una precisa richiesta di un partito della maggioranza che, ove non accolta, avrebbe fatto cadere il governo in un momento come questo, producendo una situazione irresponsabile. Gli sprechi? Li ridurremo al minimo indispensabile, andando con il ballottaggio. – aggiunge Berlusconi – Ma la cifra è lontanissima da quella circolata di 400 milioni. Cercheremo di ridurre al minimo gli sprechi andando al voto nel giorno dei ballottaggi per le amministrative. Bisognava scegliere tra una cosa e l’altra, tutto il resto sono polemiche che veramente non mi toccano, – conclude – la decisione di votare il 21 giugno è stata presa e spero che sia confermata stasera dall’ufficio politico del Pdl”.

La decisone però ha sollevato molte polemiche sia dall’opposizione che dal presidente della Camera Gianfranco Fini che suggerivano di destinare alla ricostruzione dell’Abruzzo i soldi risparmiati con l’election day. “Quello che ha detto oggi Berlusconi conferma quello che noi andiamo dicendo da settimane. La Lega sul referendum ha ricattato il governo. – ha affermato Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato – Hanno detto che c’erano problemi di incostituzionalità, che gli italiani non avrebbero capito e tante altre stupidaggini. La verità è una sola: che per motivazioni puramente politiche e per mantenere il patto con la Lega, Berlusconi e il suo governo sprecano centinaia di milioni che avrebbero fatto davvero comodo per rispondere all’emergenza del terremoto. Forse – conclude Finocchiaro – è il caso che il premier smetta di fare continue passerelle in Abruzzo: ai cittadini abruzzesi servono di più quei soldi che si potevano risparmiare che la sua presenza”.

Contraria alla decisione del governo anche il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia che ha dichiarato: “Prima di parlare di un aumento delle tasse per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto vorrei vedere uno sforzo vero per la riduzione della spesa pubblica improduttiva: non accettiamo che si decida di non accorpare la data delle elezioni e del referendum spendendo 400 milioni dei cittadini. Non procedere all’election day è cosa assolutamente inaccettabile”.

Ma la Lega insorge e rifiuta la posizione di capro espiatorio per i maggiori costi delle doppie elezioni: “Abbiamo soltanto parlato dell’opportunità della data per il referendum e basta”, ha detto il presidente federale del Carroccio Angelo Alessandri.

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