Italia

20 aprile 1993: scompare Don Tonino Bello, Vescovo “scomodo”

don Tonino BelloAccadde Oggi. Chi lo conosceva lo ricorda come “don Tonino Bello” ed ha ancora nella mente la figura di uno di quegli uomini di chiesa “strani”, vicini alle gente e veri protagonisti di fede e speranza.

Don Tonino nasce nel 1935 ad Alessano, nel Salento pugliese, figlio di un carabiniere e di una casalinga. Nel 1957 diventa sacerdote. Parroco nel 1978 ad Ugento, avvia la Caritas locale e crea un osservatorio delle povertà. Il 10 agosto del 1982 arriva la sua nomina a Vescovo della Diocesi di Molfetta-Giovinazzo-Terlizzi, il 30 settembre dello stesso anno, viene nominato anche Vescovo della Diocesi di Ruvo di Puglia che si fonderà con quella di Molfetta.

Rinuncia da subito ai “segni del potere” e avvia il suo lungo cammino affianco degli ultimi. Rafforza la Caritas in tutte le parrocchie della Diocesi, costruisce una struttura per tossicodipendenti. Le porte della sua casa, l’episcopio, sono costantemente aperte, in tanti i diseredati che vengono accolti per dormire e trovare un pasto caldo. Nasce con don Tonino la “Chiesa del grembiule”.

E’ vicino ed insieme agli operai delle acciaierie di Giovinazzo. Si schiera, creando di volta in volta anche forti imbarazzi nel mondo della Curia, contro i centri militari di Crotone (per l’installazione degli F16) e Gioia del Colle (contro l’arrivo degli aerei da guerra Jupiter).

Lo ritroviamo contro la partecipazione alla Guerra nel Golfo. Parte con ben 500 persone da Ancona, il 7 dicembre del 1992, per portare una marcia pacifica a Sarajevo. Dopo qualche mese, il 20 aprile del 1993, all’età di 58 anni, a seguito di un cancro, muore.

Resta nel ricordo della gente di Puglia e non solo, nel 2007 la Congregazione per le Cause dei Santi ha avviato l’iter per la beatificazione di don Tonino, umile tra gli umili, forte nell’impegno e nella voglia del riscatto.

“…la strada è lunga, ma non esiste che un solo mezzo per sapere dove può condurre, proseguire il cammino…” don Tonino Bello

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