Esteri

Olanda, auto pirata su corteo reale. 4 morti e 6 feriti

auto pirata su corteo reale (corriere.it)APPELDOORN (Olanda). Gravissimo incidente, questa mattina, durante la parata regale per la celebrazione della giornata mondiale della Regina.

Un’auto è sbucata dal nulla ed è piombata sulla folla presente provocando quattro morti e almeno sei feriti in maniera grave. L’incidente è avvenuto verso le 12 mentre il pullman scoperto, su cui viaggiava la Regina Beatrice e la sua famiglia compreso l’erede al trono Willelm-Alexander e la moglie Maxima, passava per le strade di Appeldoorn questa Suzuki Swift nera ha superato le barriere investendo, dapprima, un gruppo di persone che stava assistendo alla parata e poi si è schiantata contro un monumento sul bordo della strada. Immediatamente sono intervenuti i soccorsi ma tra la folla si è scatenato il panico anche perché non è stato ancora accertato se si tratta di un fallito attentato terroristico nei confronti della famiglia reale.

I sovrani, infatti, hanno assistito alla scena di terrore e, in alcune immagini, si nota come sconcertati si portino le mani al volto. “Sua Maestà la Regina è molto scioccata dall’avvenimento e partecipa al dolore delle vittime e dei loro cari”, si legge in un comunicato stampa della Casa reale che annuncia anche che la Regina ha provveduto a cancellare tutti gli eventi organizzati per la manifestazione. Il conducente dell’auto pirata, anch’egli ferito, è stato arrestato e sarà interrogato dalla polizia. Intanto i mostri accertati sono quattro e sei i feriti di cui tre ricoverati in sala di rianimazione. Sul posto è intervenuto anche ilcoordinamento nazionale per la lotta al terrorismo (NCTb) per garantire l’incolumità della famiglia reale. La squadra speciale dovrà indagaresull’ipotesidiattentati diretti contro lacasa reale, anche perché, secondo molti testimoni l’auto, finita sulla folla,era in realtà diretta verso l’autobus scoperto su cui viaggiava la famiglia reale al completo e c’è anche chi ha raccontato di aver udito degli spari.

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