Casal di Principe - San Cipriano - Casapesenna

Da terre di camorra a “Terre di Don Peppe Diana”

Don Peppe DianaCASAL DI PRINCIPE. Trasformare i terreni confiscati alla camorra nelle “Terre di don Peppe Diana”, per continuare, nel suo segno, a costruire comunità alternative alle mafie.

Questo il sogno di quanti, in quest’anni, hanno tenuta accesa la fiaccola della memoria del giovane sacerdote ucciso dalla camorra nella sua parrocchia.

Il progetto, che sta per vedere la luce, è produrre una mozzarella che aggiunge al suo inconfondibile sapore il gusto in più della giustizia e della libertà, utilizzando i terreni, gli allevamenti e i caseifici confiscati al clan dei Casalesi in provincia di Caserta. Un’azienda diffusa sul territorio casertano, che opererà nel settore agroalimentare e lattiero-caseario con il metodo di produzione biologico, partendo dai comuni di Castel Volturno e Cancello d Arnone. Un’area considerata la “capitale mondiale della mozzarella”.

L’iniziativa vedrà insieme le Istituzioni e la società civile responsabile per lavorare al riscatto culturale, sociale ed economico di un territorio, che non vuole più essere terra di camorra. Lo studio di fattibilità, elaborato dall’Agenzia Cooperare con Libera Terra, prevede la realizzazione di una fattoria didattica sperimentale, al servizio dello sviluppo ecosostenibile del territorio, con attività di turismo responsabile e l’uso di tecnologie produttive innovative. Una fattoria bioenergetica in grado di produrre energia da fonti rinnovabili (sole, vento e biogas); fortemente attenta alla salubrità e qualità dei prodotti e del territorio ed alla formazione delle maestranze del comparto.

Un progetto fortemente simbolico che ha preso avvio il 19 marzo a Casal di Principe. In quell’occasione, davanti alle migliaia di persone venute da tutt’Italia per celebrare il XV anniversario dell’uccisione di don Peppe Diana, è stato siglato un protocollo d’intesa operativo sottoscritto dal Commissario straordinario del Governo per la gestione e la destinazione dei beni confiscati alle mafie, Prefettura di Caserta, Regione Campania, Provincia di Caserta, Azienda sanitaria locale Ce 2, Comune di Cancello ed Arnone, Castel Volturno, Libera, Comitato don Peppe Diana, Agenzia Cooperare con Libera Terra. Tutti uniti nel promuovere il percorso di costituzione della cooperativa sociale “Le terre di don Peppe Diana – Libera Terra”, i cui soci, come per le altre cooperative di Libera Terra in Sicilia, Calabria e Puglia, saranno selezionati con bando pubblico, favorendo le capacità, i talenti e le sensibilità locali. Un gruppo di giovani che, dopo una fase di formazione e di start-up, concretizzerà il piano d’impresa della prima cooperativa Libera Terra in Campania, insieme a quanti vorranno condividere il percorso di riscatto del territorio.

Nella fase transitoria d’avvio delle attività imprenditoriale, programmate per la fine del 2009, il bene confiscato a Castel Volturno sarà utilizzato come bene collettivo da diverse organizzazioni del mondo sindacale, imprenditoriale, economico, culturale, istituzionale, che in queste settimane stanno aderendo all’invito di Libera e del Comitato don Peppe Diana di presidiare la struttura rendendola viva, con iniziative, eventi, campi di volontariato, infopoint e sportelli di servizio.

La richiesta è costituire un gruppo promotore della cooperativa denominato “Verso la cooperativa le Terre di don Peppe Diana – Libera Terra Campania”, una rete che sia di supporto alla creazione di modelli di sviluppo socio-economico alternativi a quelli mafiosi.

Per adesioni donpeppediana@libero.it

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