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Cineclub, la programmazione di aprile

Che-L'argentinoCASAGIOVE. Il Cineclub Vittoria, venendo incontro alle richieste dei numerosi soci in partenza per le vacanze pasquali, ha deciso di posticipare la programmazione del film “Che-L’argentino” alla settimana antecedente l’uscita del secondo capitolo “Che-Guerrilla”.

Finoa Mercoledì 8 Aprile GLI AMICI DEL BAR MARGHERITA di Pupi Avati (16.00 – 18.30 – 21.15)

Giovedì 9 L’ONDA di Dennis Gansel (16.00 – 18.30 – 21.15)

Da Venerdì 10 a Martedì 14 DIVERSO DA CHI? Di Umberto Carteni (Feriali 16.00 – 18.30 – 21.15 – Sabato Domenica e Lunedì 16.00 -18.10 -20.20 -22.30)

Mercoledì 15 e Giovedì 16 TI AMERO’ SEMPRE DI Philippe Claudel (16.00 – 18.30 – 21.15)

Da Venerdì 17 a Martedì 21 QUESTIONE DI CUORE di Francesca Archibugi (Feriali 16.00 – 18.30 – 21.15 – Sabato eDomenica 16.00 -18.10 -20.20 -22.30)

Mercoledì 22 L’ULTIMO PULCINELLA di Maurizio Scaparro (16.00 – 18.30 – 21.15)

Giovedì 23 PONYO SULLA SCOGLIERA di Hayao Miyazaki (16.00 – 18.30 – 21.15)

Da Venerdì 24 a Martedì 28 CHE, L’ARGENTINO di Steven Soderbergh (16.00 – 18.30 – 21.15)

Mercoledì 29 Serata a cura del Cinema Vittoria

Giovedì 30 KATYN di Andrzej Wajda (16.00 – 18.30 – 21.15)

Da Venerdì 1 a Mercoledì 6 Maggio CHE, GUERRILLA di Steven Soderbergh (16.00 – 18.30 – 21.15)

Giovedì 7 MAR NERO di Federico Bondi -Interverrà il regista- (16.00 – 18.30 – 21.15)

Prossimamente Giovedì Club

LOUISE-MICHEL di Benoit Delepine-Gustav de Kervern

TWO LOVERS di James Gray

FROZEN RIVER di Courtney Hunt

TEZA di Hailè Gerima

TUTTA COLPA DI GIUDA di Davide Ferrario

Schede film della settimana

L’ONDA

Un film di Dennis Gansel. Con Jürgen Vogel, Frederick Lau, Max Riemelt, Jennifer Ulrich, Jacob Matschenz, Christiane Paul, Max Mauff, Elyas M’Barek, Cristina do Rego, Maximilian Vollmar, Ferdinand Schmidt-Modrow, Tim Oliver Schultz, Amelie Kiefer, Fabian Preger, Odine Johne. Genere Drammatico, colore 101 minuti. – Produzione Germania 2008

L’ onda è una storia immaginaria a forte valenza di parabola: anche se imparentata con un singolare esperimento messo in atto, anni fa, in una high School di Palo Alto, California. Il film, invece, è ambientato nella Germania odierna, in una scuola superiore qualsiasi di una qualsiasi città. Durante una settimana “a tema”, il professor Reiner Wenger deve gestire un seminario sull’ autocrazia. Comincia con le definizioni (“il regime di un solo uomo o di un gruppo ristretto che usano un Paese a loro piacimento”) poi, per tenere l’ attenzione di un uditorio scettico e distratto, passa alla dimostrazione pratica. Alla domanda “è possibile che in Germania risorga un fascismo?” i ragazzi hanno riposto negativamente. Reiner li convince, allora, a cambiare, per una settimana, i comportamenti abituali: rispetteranno alcune regole formali ormai in disuso (chiedere la parola, alzarsi in piedi davanti all’ insegnante…), vestiranno tutti alla stessa maniera (non magliette firmate, ma jeans e camicia bianca), sperimenteranno forme di collaborazione. Giorno dopo giorno il gruppo, che si è dato il nome di “Onda”, cresce di numero grazie alla defezione degli studenti da altri seminari, per unirsi a quello di Reiner; si dà un “logo”, che compare sui muri della città, inventa un “saluto” para-nazista. I più fragili, come il disadattato Tim, che idolatra il professore, prendono a identificarsi sempre più nel neonato “movimento”, emarginando chi non vi aderisce e scontrandosi con gruppi di “anarchici”. La disciplina produce anche risultati mai raggiunti nella squadra di pallavolo, un tempo fiaccata dall’ individualismo dei singoli giocatori. Fatte le debite proporzioni, le adunate si fanno “oceaniche”; e lo stesso professore, all’ inizio alternativo e fricchettone, finisce contagiato dal morbo; fino a rendersi irriconoscibile agli occhi della moglie-collega (invece la preside, ufficiosamente, approva). Solo due ragazze della classe originaria si rifiutano di stare al pericoloso gioco. Preceduto da un tv-movie americano sullo stesso soggetto (“The Wave”), L’ onda è un film coinvolgente sul piano spettacolare, serio e acuto nel trattamento della materia. Centra in pieno il nocciolo della genesi dei regimi; più che una precisa ideologia, dei simboli di appartenenza: un nome, un’ uniforme, un simbolo, un saluto (qui manca solo un inno). Ciò che lo indebolisce un po’ è il – come dire? – contrappasso della (lodevole) intenzione didascalica, che fa scivolare l’ ultima parte verso una sorta di lezione dove il professore ci spiega quel che è successo (anche senza, tutto risulterebbe chiaro) e verso un epilogo melodrammatico. Detto ciò il film è duro, efficace e merita senz’ altro la visita.

Roberto Nepoti – La Repubblica


DIVERSO DA CHI?

Un film di Umberto Carteni con Luca Argentero, Claudia Gerini, Filippo Nigro, Antonio Catania, Francesco Pannofino, Giuseppe Cederna, Rinaldo Rocco, Antonio Bazza. Genere Commedia produzione Italia, 2008 Durata 102 minuti

Sembrano ispirati a Frank Capra gli autori di Diverso da chi?: il produttore Riccardo Tozzi, lo sceneggiatore Fabio Bonifacci e il regista esordiente Umberto Carteni. Prima di essere una commedia sui «diversi» il prodotto del loro sforzo congiunto è davvero un film che potrebbe indicare una strada diversa (meno generica, nuovamente intrisa di realtà) alla commedia italiana. Premetto che evito quando posso di affrontare per iscritto l’ argomento dell’ omosessualità. Ciò nonostante mi azzardo ad affermare che la coppia costituita dal prestante Luca Argentero e dal più incisivo Filippo Nigro, fin dal bacio che li avvince nella prima scena a conclusione di una gara di canottaggio, non provoca scandalo: da perfetti concubini, lui e lui si fanno rispettare come due brave persone che si fanno i fatti loro. Il golfo su cui si allenano a remare è quello incantevole di Trieste, città riconoscibilissima e innominata; e plausibile cornice anche allo sviluppo della vicenda, quando la reazione locale (che spesso si tinge, purtroppo anche in cronaca, del più becero veterofascismo) accoglie la candidatura di un gay come sindaco con un elegante manifesto: «Culattoni no grazie». Argentero è entrato in consiglio comunale per difendere pubblicamente il diritto degli omosessuali uomini e donne con pieno sostegno dell’ amico Nigro di professione gastronomo. L’ «outing», che ricorda quello di Nicky Vendola molto più a sud dello stesso mare, ha una risonanza imprevedibile e il nostro eroe si ritrova a un passo dall’ indossare la fascia tricolore. Lo seguono trepidanti, pronti a tradirlo o a sfruttarne un eventuale successo, i cacciatori di voti Antonio Catania e Giuseppe Cederna che, grazie all’ intonatissimo duetto dei due bravi attori, sembrano proprio il Gatto e la Volpe. Le cose sono meno chiare sul fronte della vezzosa candidata vicesindaco Claudia Gerini, bacchettona, fanatica della famiglia anche se personalmente divorziata: tra lei e Luca da subito non corre buon sangue. Prevale tuttavia la disciplina di partito (una trasparente Unione Democratica) e la più approfondita conoscenza reciproca, tra shopping di intimissimi e confidenze a cuore aperto, porta a ciò che si prevede solo guardandoli: giovani, prestanti, fatti l’ uno per l’ altra. Insomma quella proposta agli elettori come La coppia perfetta diventa presto troppo perfetta con il rischio di deludere e stornare soprattutto l’ elettorato progressista. Non svelerò niente del seguito, come dovrebbe essere buona usanza nella recensioni, ma posso garantire che pur con qualche momento in cui la commedia si incarta un po’ su se stessa, c’ è da divertirsi. E da ammirare una volta di più, e meglio che altrove, il talento della Gerini, capace di brillare di luce propria almeno in un paio di scene da antologia. Vogliamo ipotizzare che dall’ alto dell’ olimpo filmico Capra sorride e approva?

Tullio Kezich – Corriere della sera

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