Campania

Rifiuti, Anci e Legautonomie denunciano grave situazione

LegambienteNAPOLI. In particolare, pur rilevando che oltre 200 comuni della Campania su 550 hanno raggiunto percentuali ragguardevoli di Raccolta Differenziata e che sempre più comuni stanno rispondendo adeguatamente alle esigenze di incrementare la “Raccolta Differenziata”, …

… anche in aderenza ai dettami dell’U.E., rimarcano come la procedura sanzionatoria che ha bloccato i Fondi Europei 2000/2006 e 2007/2013 del POR CAMPANIA destinati a finanziare attrezzature, impianti e infrastrutture e iniziative a sostegno del ciclo dei rifiuti e della “Raccolta Differenziata”, produce il risultato paradossale di rendere vano ogni sforzo prodotto.
Per questo motivo, come sostenuto anche da Legambiente Campania, si corre oggi il rischio anche per i “Comuni virtuosi” e più impegnati, non solo di non poter incrementare i risultati ma addirittura di tornare indietro.
Occorrono risorse ingenti per realizzare o adeguare gli impianti regionali per il trattamento dell’umido e per sostenere i programmi di raccolta differenziata porta a porta, gli unici aventi l’efficacia per raggiungere in tempi ragionevoli risultati significativi e uscire veramente dalla crisi dei rifiuti.
E’ necessario pertanto sbloccare immediatamente i 300 milioni di € destinati dal POR per la costruzione o l’adeguamento degli impianti di trattamento dei rifiuti e di strutture e attrezzature di sostegno della raccolta differenziata, pena il rischio di rimanere al palo, nel pieno di una emergenza infinita che si aggrava anziché risolversi.
I Comuni, già paralizzati dai meccanismi del patto di stabilità e colpiti da manovre di taglio ai trasferimenti di risorse dallo Stato, non possono sostenere con fondi propri di bilancio gli investimenti necessari. Un sistema efficace di raccolta quale quello porta a porta, richiede infatti un forte e più ingente investimento di uomini e di mezzi.
L’attuale legge che impone la copertura integrale del costo del ciclo dei rifiuti per i comuni della Campania dal corrente esercizio determinerebbe un aumento della TARSU o della TIA a livelli impensabili, soprattutto in tempi di crisi, dovendo ricomprendere, ad esempio, il costo di smaltimento dell’umido presso impianti fuori regione, che supera, in molti casi, i 200 € per tonnellata, a fronte dei 40 € che si pagano nelle regioni che dispongono di impianti adeguati.
Non appare sufficiente, né tranquillizzante la manovra regionale che prevede l’impiego di fondi FAS, in parziale sostituzione di quelli già previsti sul POR per i rifiuti, in quanto di entità sensibilmente inferiore e comunque di non certa validazione U.E.
Inoltre la procedura sanzionatoria disposta verso la Regione Campania, si scarica su comuni che non hanno responsabilità rispetto alle inadempienze registratesi e che semmai hanno raggiunto ragguardevoli risultati in ordine alla gestione del ciclo o al livello di R.D. raggiunta.
PERTANTO
l’Assemblea dei SINDACI E DEGLI AMMINISTRATORI DELLA CAMPANIA decide di promuovere una iniziativa che impegni le deputazioni campane nazionali e regionali di tutte le forze politiche per chiedere al Governo e alla Regione un forte intervento presso l’UE per i seguenti obiettivi:
sia disposta la sospensione delle sanzioni e lo sblocco dei 300 milioni di € dei fondi POR (misure 7.1 POR 2000/2006, Obiettivo 1.1 POR 2007/2013) destinati agli investimenti a sostegno della costruzione o dell’adeguamento di impianti di compostaggio e trattamento dei rifiuti, almeno fino ad una data di rendicontazione della spesa coerente con la necessità di fronteggiare in tempi congrui l’emergenza e secondo le tipologie di investimento da effettuare;
siano sbloccate tout-court le risorse POR destinate a finanziare automezzi e attrezzature coerenti con un piano di R.D. porta a porta;
sia prevista una premialità per i comuni in regola con il patto di stabilità ed una ulteriore specifica premialità per quelli che abbiano superato nel corso del 2009 la media del 50% di raccolta differenziata di almeno € 30 ad abitante;
siano prorogati ulteriormente gli effetti dell’art. 7 della legge 5 luglio 2007, n. 87 o quantomeno graduata la copertura in più esercizi con il prelievo TARSU o TIA dell’intero costo di gestione del ciclo, adeguando comunque il tetto massimo di copertura obbligatoria della spesa all’80%, onde evitare repentini inasprimenti della tassazione in considerazione della crisi in atto che sta colpendo duramente il paese e in particolare le attività produttive;
I parlamentari campani, nazionali e regionali sono invitati a sostenere la piattaforma programmatica indicata nello esclusivo interesse dei Comuni e dei cittadini.

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