Aversa

Intervista al senatore Giuliano, nuovo coordinatore casertano del Pdl

Pasquale GiulianoAVERSA. A microfoni spenti, quando ancora stava decidendo se accettare o meno, ci ha confidato: “Sono combattuto. Ho paura di perdere i contatti romani che mi hanno consentito di far giungere ad Aversa non poche risorse.Il mio timore è che la nostra città possa perdere qualche beneficio”.

Disse queste parole senza alcun tornaconto, perché non stavamo facendo interviste ufficiali. Lo incoraggiai, per quanto potesse valere il mio consiglio, ad accettare una carica che era, comunque, prestigiosa: il primo coordinatore provinciale del Pdl, il maggiore partito italiano. Al di là di come uno possa pensarla a livello politico, una novità di primo piano sullo scenario nazionale.

Pasquale Giuliano, senatore aversano in quota Forza Italia, ha, successivamente, preso saldamente in mano il timone nella nostra provincia del nuovo mega soggetto politico. In questa veste ufficiale lo abbiamo, poi, ascoltato, rivolgendogli alcune domande.

Come si sente oggi, a giochi fatti? “Ero molto indeciso. L’onere era grande: essere il coordinatore provinciale del primo partito non è certamente uno scherzo. Comunque, il fatto di essere il primo segretario del nuovo partito, vista anche l’unanimità in An e Fi, alla fine, mi ha convinto ad accettare, avendo come vice l’amico Gennaro Coronella che è un grandissimo lavoratore”.

Quali sono stati i suoi primi atti? “Abbiamo dato vita al coordinamento provinciale, passando, poi, alla nomina dei commissari cittadini. La nostra attenzione, ovviamente, è andata in primo luogo a quei comuni dove si svolgeranno a breve le elezioni amministrative, considerato i tempi stretti. Nel contempo ho avuto o avrò incontri con organismi ufficiali come i Sindacati, la Confindustria e così via. Credo, infatti, che ci sia bisogno della concertazione e del confronto a tutti i livelli e soprattutto nella nostra provincia”.

A proposito della nostra provincia, non è certamente nelle migliori condizioni… “E’ vero. Siamo di fronte ad una realtà territoriale dove il livello di vivibilità è tra i peggiori. C’è, inoltre, un alto tasso di disoccupazione. In questo senso, anche grazie al mio ruolo in seno alla Commissione Lavoro del Senato, sto lavorando per cercare di portare a Caserta soluzioni concrete. Intanto, nell’immediato futuro, ho in animo di organizzare un importante convegno sul lavoro. Insomma, le difficoltà mi esaltano e proprio queste circostanze mi hanno indotto ad accettare l’incarico di coordinatore provinciale”.

Quali saranno i riflessi di questa sua nomina per Aversa? “A livello cittadino, inutile nasconderlo, ci sono stati e ci sono piccoli problemi di tenuta interna. Non ci preoccupa tanto l’opposizione che si riduce, di fatto, al solo Mimmo Rosato. Per quanto riguarda noi del Pdl, credo sia giusto che ognuno abbia un percorso che voglia seguire e lo potrà percorrere senza problemi perché lo spazio c’è. Spero di fare in modo, tutti insieme, di smussare le fibrillazioni fisiologiche in una forza politica così grande. Insomma, il partito unico quale occasione per ridisegnare il tutto, senza escludere nessuno. Per quanto mi riguarda, e non solo a livello cittadino, punterò sui giovani per dare vita ad una nuova classe politica pronta a darci il cambio”.

Un’ultima doverosa domanda a lei che è stato più volte il primo firmatario della proposta di legge per l’istituzione della Provincia di Aversa. C’è ancora qualche speranza?“Ritengo non ci sia il clima politico favorevole.Un politico accorto non può chiedere l’istituzione di una nuova provincia. Non a caso per la prima volta da quando sono parlamentare non ho presentato la proposta di legge per l’istituzione della Provincia di Aversa. Perso il treno qualche anno fa per i ritardi dovuti al governatore Bassolino, un’occasione storica, credo che il sogno sia svanito. Bisogna, però, evidenziare che non occorre essere provincia per essere sede di uffici importanti. Aversa non può fare opera di vassallaggio, soprattutto in considerazione del suo fondamentale ruolo guida in seno all’Agro aversano, una realtà di trecentocinquantamila abitanti. In questo senso ho incontrato più volte il commissario dell’Asl e autorità regionali per cercare di evitare l aperdita della territorialità della nostra Asl”.

You must be logged in to post a comment Login

I più letti

Condividi con un amico