Trentola Ducenta

Consiglio Comunale all’insegna di bizantinismi e fiumi di parole

BizantiniTRENTOLA DUCENTA. Trentola Ducenta nuova Bisanzio, dopo l’ultimo Consiglio Comunale lo si può affermare con forza.

Solo tre delibere da ratificare all’ordine del giorno, una serie di mozioni presentate dal gruppo dei “Riformisti” ed interrogazioni congiuntamente presentate da quest’ultimi e da “Libertà con il Polo”, bastano ancora una volta per portare alle “ore piccole” il civico consesso, tanto che alla fine parte della maggioranza, presa da impellenze corporali (leggi “fame” e “stanchezza fisica”), lascia gli scranni e vola via.

Attore di prima fila l’ex sindaco Michele Griffo, sempre vivo e puntiglioso, che, ancora una volta, riesce a tenere vivo l’uditorio con tutte le “pulci” che riesce a fare a tutti gli atti amministrativi, oscurando e non poco il capogruppo Giuseppe Apicella che a malapena riesce a contenere la verve oratoria del suo collega, intervenendo su tutto quanto si possa intervenire. In verità, sono proprio le doppie incursioni “Apicella-Griffo” del centrodestra e il raddoppio degli interventi di Nicola Russo e Raffaele Di Lauro dei Riformisti ad ampliare il dibattito.

Si comincia subito con i fuochi incrociati sulle delibere che riguardano i lavori di ristrutturazione al Palazzo Marchesale, quelli per l’ammodernamento della rete fognaria ed elettrica. Si parla di tutto: si accusa che mancano i pareri, che non è stato rispettato il regolamento comunale, che l’ingegnere responsabile del servizio si è “auto liquidato” 10mila euro. Insomma, le due opposizioni (Riformisti e centrodestra) votano contro tutte e tre le delibere, che comunque sono approvate con i voti della maggioranza e vanno nel senso di offrire servizi alla città, fatto questo che le stesse opposizioni non negano, ma l’opposizione deve fare il suo mestiere.

Sulle mozioni dei Riformisti, tese alla revoca delle delibere della Giunta, si riparte con la solita “maratona oratoria”, molto fondata su sospetti, illazioni, sentito dire e sentito fare. I Riformisti ripetono di aver portato tutti gli atti alle Commissioni di Verifica, il sindaco Nicola Pagano ribadisce di non temere per nulla, gli atti sono “giusti”, anche se “frettolosi” per riuscire a racimolare contributi altrimenti non ottenibili.

Le contraddizioni di questa avventura amministrativa balzano agli occhi anche del più ingenuo dei presenti in aula, crediamo che anche i carabinieri in borghese intervenuti al pubblico consesso si siano resi conto dei contenuti della serata.

Le interrogazioni riguardano il corpo di Polizia Municipale, da anni dilaniato da lotte interne a seguito di una delibera (allora sindaco Griffo) che faceva avanzare di carriera un gruppo di vigili urbani. Ora si chiede un momento di riflessione e pace, lo stesso Griffo dice ad alta voce che quella delibera (del 2003) è da ritenersi nulla. Alla fine la discussione si rivela inutile perché l’intera materia oggi è nelle mani della magistratura ordinaria e non potrà che essere dipanata da sentenze ed atti giudiziari.

Si continua con la sicurezza dei cittadini, tirati in campo extracomunitari e delinquenza ordinaria, si chiedono interventi forti dell’amministrazione comunale, ci sarebbe da chiedersi quali, ma ecco le proposte: censimento di tutti gli extracomunitari presenti, ma anche delle residenze dagli stessi abitate e il controllo dei permessi di soggiorno. Nella sicurezza si mischiano anche i problemi del traffico, dei sensi unici, e la forte opposizione di Riformisti e centrodestra all’isola pedonale di Piazza Beato Paolo Manna, che impedisce al Pime di accogliere i fedeli per la messa domenicale, pur avendo il Pime una seconda entrata, e dove si adducono motivazioni che nulla hanno a che fare su quello che spinge ad istituire le isole pedonali. Primo fra tutto la fuga dai gas di scarico e l’inquinamento, una delle principali cause di malattie gravi nelle nostre terre, oltre che il tentativo di aggregazione, socializzazione e riconquista del territorio da parte della cittadinanza.

Si chiude con la maggioranza ormai ridotta al lumicino, con la votazione per esprimere la volontà ad uscire dall’Unione di Comuni della “Nuova Liburia”. Dei sei comuni aderenti, tre (San Marcellino, Villa di Briano e Frignano) sono già fuori, per non chiari motivi “collegati alla costruzione di un inceneritore” esclama Griffo; Parete ha già votato la fuoriuscita in Consiglio Comunale, Lusciano è ormai fuori. Manca Trentola Ducenta. Ci vuole la maggioranza dei 2/3 dei consiglieri, operazione disperata per Nicola Pagano che, comunque, provocatoriamente, la propone, anche perché si tratta di risparmiare i circa 18mila euro che annualmente servono per sostenere questo carrozzone inutile. Le opposizioni votano però contro l’uscita dall’Unione, e ciò, probabilmente, renderà Trentola Ducenta l’unico Comune della “Nuova Liburia” o forse sarebbe meglio dire della “Nuova Bisanzio”.

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