Sant’Arpino

“Trionfo e Morte di Carnevale”, presentazione del libro di Di Vilio

SANT’ARPINO. Un viaggio nel tempo attraverso istantanee di un corteo che sembrava provenire direttamente dalla notte dei tempi.

Una processione ricca di mascheroni carnosi, irriverenti e maliziosi come quelli di Bucco, Dossenus e Maccus. È questo “Trionfo e Morte di Carnevale – Un Carnevale Atellano, Sant’Arpino 1982-1999” il libro fotografico di Salvatore Di Vilio che racconta attraverso suggestive immagini in bianco e nero l’epopea di Vincenzo Carnevale e de La Canzone di Zeza che per quasi due decenni hanno animato la giornata del martedì grasso nel paese alle porte di Aversa.

Il volume edito dalle “Edizioni Il Ponte – Etrarte”, con testo curato dallo scrittore Giuseppe Montesano, sarà presentato domenica 15 marzo, alle ore 10.30, nella Sala Convegni sita al piano terra del Palazzo “Sanchez de Luna” in Piazza Umberto I.

A fare gli onori di casa sarà il Presidente della Pro Loco di Sant’Arpino, il sodalizio che ha affiancato Di Vilio in questa pubblicazione, Aldo Pezzella, il sindaco del comune atellano che ha patrocinato l’iniziativa, Eugenio Di Santo, e l’assessore alla cultura, Giuseppe Lettera. Nel corso della mattinata è prevista anche una performance de “I Vottafuoco” che furono tra i protagonisti del Carnevale del 1982, ed ora ritornano dopo un percorso artistico trentennale nel campo della musica tradizionale del meridione, caratterizzato da un’intensa ricerca volta alla riproposizione dei canti della tradizione popolare campana.

Di Vilio attraverso “Trionfo e Morte di Carnevale” ha voluto ripercorrere la storia di una tradizione riscoperta a Sant’Arpino agli inizi degli anni ottanta e durata fino alla fine dello scorso secolo, grazie alla quale ritornarono in vita usanze e riti che affondano le loro radici nella tradizione culturale pre-romana.

Con il Carnevale Atellano, come rimarca Montesano nel suo testo, “Sant’Arpino cominciava a non essere più un paese” ma diventava un luogo dove per qualche ora “si tornava a ballare al ritmo dei sistri e dei tamburelli dei satiri atellani: e per qualche ora l’utopia si toccava con mano”.

Un viaggio nel Paese di Cuccagna, del Sogno, nel Regno dell’Abbondanza dove tutto è permesso, perché ciò che è permesso è fatto in nome del piacere di tutti. Insomma attraverso le immagini mai scontate e banali del Di Vilio ritorna in vita uno dei momenti più alti e al tempo stesso popolari della cultura atellana. Si rivedono i volti, le espressioni di gente comune che un giorno all’anno diventava un tutt’uno con la Maschera dando voce, corpo e fisicità ai desideri e agli istinti umani.

Ovviamente ci si interroga se mai quei momenti torneranno e se le anonime strade di un paesino ridiventeranno ancora una volta il palcoscenico di una grande rappresentazione di popolo.

Di Vilio e Montesano con quest’opera dedicata “a quelli che hanno visto e non ci sono più e a quelli che vedranno e non ci sono ancora” danno il proprio contributo affinché restino in vita questi tasselli di memoria, ma alla fine spetterà al popolo e la domanda rivolta ad ognuno è semplice “Sei pronto a spazzare via il falso Carnevale che ci opprime? Sei pronto a riprenderti ciò che è tuo?”.

Salvatore Di Vilio è nato a Succivo (Caserta). Dal 1980 è presente nei settori della ricerca fotografica. Alcune mostre recenti: Orvieto, Palazzo dei Setti, Prima del Ballo, 2007; Lishui, Cina 13° Festival Internazionale di Fotografia, Il turista incantato, 2007; Montecchio Emilia (RE), Castello di Montecchio 26° Foto Festival – Opere Ricerche Fotografiche, 2008; Napoli, Sala Esposizione Istituto Cervantes – Video Istallazione Napoli Assediata, con Underwold 2007;

Giuseppe Montesano è nato a Napoli e vive a Sant’Arpino. Ha scritto i romanzi A capofitto (Sottotraccia 1996 e Mondadori 2001), Nel corpo di Napoli (Mondadori 1999), Di questa vita menzognera (Feltrinelli 2003), Magic People (Feltrinelli 2005), Il ribelle in guanti rosa Charles Baudelaire (Mondadori 2007). Collabora con “Il Mattino”, “Diario della settimana” e “L’Unità”.

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