Santa Maria C. V. - San Tammaro

AlidellaMente con “La Moneta D’Oro” al Garibaldi

Teatro GaribaldiSANTA MARIA CAPUA VETERE. In tournèe il gruppo teatrale AlidellaMente Fabbrica Wojtyla del regista Patrizio Renato Ciu, direttore artistico del teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere.

Primo appuntamento il prossimo 29 aprile presso il teatro comunale di Caserta, poi il 7 maggio a Napoli, al “Mediterraneo”. La compagnia fatta di giovani talenti, porterà oltre i confini della città del Foro la commedia “La Moneta d’Oro”, la prima produzione tutta sammaritana del Teatro Garibaldi. La stessa opera è stata presentata con grande successo di pubblico a Natale e poi replicata lo scorso mese di gennaio. Il lavoro però è piaciuto moltissimo anche al noto regista napoletano Giancarlo Nicotra che ha mostrato grande interesse per il gruppo teatrale AlidellaMente, impegnato fino allo scorso 15 marzo con un’altra rappresentazione: “Sala D’Attesa”, testi, musica, scenografia e regia sempre di Patrizio Ciu.
La Moneta d’Oro è il primo lavoro teatrale che ha fatto scoprire alla città sammaritana e non solo che esiste un’alternativa al vuoto culturale che ci viene propinato quotidianamente, un’opportunità per scoprire la ricchezza ed il vero valore del teatro.
Un progetto che viene portato avanti con grande impegno da Patrizio Ciu, quello del Teatro Totale, all’interno del quale vengono affrontati tutti i temi, anche quelli più delicati, come la violenza che subiamo nel quotidiano, per poter superare ed essere pronti a guardare in faccia ogni paura.
Ogni lunedì e giovedì i ragazzi dell’ associazione si incontrano nel pomeriggio presso il teatro Garibaldi per le lezioni del progetto. Ovviamente possono partecipare bambini, i ragazzi, ma anche adulti, il laboratorio è aperto a tutti e non c’è bisogno di fare alcuna iscrizione o versare soldi, il teatro è aperto a tutti, il progetto appartiene a tutti. Il lavoro svolto fino ad oggi da Ciu coadiuvato anche da altri attori professionisti che vi insegnano è tanto, ma ora si incominciano a raccogliere i primi frutti.
“Il teatro, sostiene Patrizio Ranieri Ciu, è un luogo protetto, dove anche con i ragazzi affrontiamo temi anche scottanti, e loro, protagonisti non solo nella vita ma anche sulla scena, li sanno affrontare senza alcun trauma, anzi, imparando anche a superare ogni paura che viene dall’ignoto.
Il teatro, continua Ciu, è un punto di unione, di condivisione, ognuno diventa partecipe dell’altro, diventa anche un modo di vivere. Ma ciò che mi preme sottolineare di più è che il Teatro, in tutte le sue manifestazioni, ha sopratutto una funzione educativa.
Il giovane impara ad affrontare la vita: interpretando un personaggio e le emozioni che deve esprimere, impara a capire quali sentimenti si possono provare dinanzi anche ad un’esperienza spiacevole, riuscendo a trovare la strada per superare tale momento. L’esperienza vissuta sotto forma di rappresentazione, ci consente l’accesso alla vita”.
La moneta d’oro è una tragicommedia, che vede come protagonisti i ragazzi del laboratorio “AlidellaMente”, insieme a quotati artisti teatrali e musicali: Clementina Gesumaria nella parte di Madame direttrice di una casa famiglia che considera i ragazzini a lei affidati solo come merce, un mezzo per ottenere i soldi delle sovvenzioni. Una donna avida, sorda alle preghiere dei bambini; Peppe Fiore, nelle vesti di don Pasquale il marito di Madame. Un uomo senza coscienza, ancora più avido della moglie e violento; Giovanni Della Valle, il mago ancora alle prime armi che con una polverina magica riuscirà a trasformare gli animi tristi in gioiosi e quelli incrostati in splendenti come una moneta d’oro. La stessa moneta data in dote a ciascuno di noi ma poi abbandonata in un cassetto dove con gli anni, non essendo mai stata spolverata si è riempita di polvere e ha perso il suo splendore. Allora c’è bisogno delle speranze dei bambini, della loro gioia di vivere in qualsiasi circostanza per far risplendere il tesoro prezioso che ciascuno di noi nasconde nel fondo del proprio animo. Tra gli altri protagonisti vi sono: Maria Grazia Calvanese, istruttrice di lingua inglese; Serio Arconte, lo zio muto; Marya, la cameriera; i bambini della casa famiglia: Cesco Russo, Federico Marino, Antonella Marino, Giusy Cipullo, Alessia Silvestrin, Chiara Fiore, Rossana Brustia, Annamaria Marino, Eugenio De Cesare, le golden girls interpretate da Giovanna Gravino e Roberta Razzano, la ballerina Bernadette Di Rubbio della quale sono anche le coreografie. Voce lirica Abele Leonardo. Costumi di Emilio Bianconi.

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