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Stupro Caffarella, inizia udienza Riesame: Racz chiede il ricovero

Karol RaczROMA. È iniziata stamattina a Roma l’udienza davanti al Tribunale del Riesame, presieduto da Francesco Tauirano, che esaminerà i ricorsi dei difensori dei romeni Karol Racz e Alexandru Isztoika Loyos, indagati per lo stupro di San Valentino al parco della Caffarella.

A sostenere la pubblica accusa il pm Vincenzo Barba che, secondo indiscrezioni, sarebbe intenzionato a chiedere la detenzione in carcere dei due romeni sebbene a loro favore ci sia il risultato negativo del Dna fatto sui reperti raccolti sul luogo dello stupro.

Intanto, uno dei due avvocati della difesa, Lorenzo Marca, ha chiesto al gip di ricoverare Karol Racz, a causa di un problema all’udito. Infatti, ‘faccia da pugile’ non ci sente dall’orecchio sinistro. Lo stesso Racz nei giorni scorsi è stato destinatario di un altro provvedimento di custodia cautelare per lo stupro di Primavalle avvenuto ad una fermata del bus in via Andersen, alla fine di gennaio.

A favore dei due indagati, oggi presenti in aula, ci sono le risultanze dei test del Dna eseguiti sui reperti raccolti nel luogo in cui è avvenuto lo stupro. Contro di loro invece c’è la testimonianza di un uomo, un cittadino italiano, che ha dichiarato di aver visto nel parco i due romeni quel giorno e nella fascia oraria in cui è avvenuta la violenza sessuale.

“Ma quale supertestimone, è solo un passante che li ha visti soli”, ha detto l’avvocato La Marca. “Che valore avrebbe questo riconoscimento – ha continuato il penalista – ci sono le fotografie dei due romeni che girano da giorni in tutti i giornali d’Italia. Il dna, le analisi scientifiche, li scagionano. Stiamo scherzando? Questi sono elementi veri, non il riconoscimento”.

Il pm Barba però insiste: “Sono convinto che i due romeni fossero nel parco della Caffarella. Se non sono stati loro a compiere la violenza sessuale hanno assistito o fatto da palo”, ha detto al termine dell’udienza. Quanto ai risultati dei test del dna, favorevoli ai due indagati, il pm ha detto che “si tratta di dati contenuti in una relazione preliminare e, quindi, non definitivi. La polizia scientifica ha operato bene, ma ci sono ancora dei punti da chiarire e degli esami da ultimare. Sono stati anticipati dei risultati, ma devono essere ancora motivati”.

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