Italia

Dopo Tangentopoli, Mario Chiesa di nuovo in carcere

Mario ChiesaDopo 17 annisi aprono di nuovo le porte del carcere per Mario Chiesa che, nell’ambito dell’inchiesta “Mani Pulite”, fu ribattezzato ‘o mariuolo.

Il nome dell’ex presidente socialista del Pio Albergo Trivulzio di Milano, è emerso durante le indagini del nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Milano che, in collaborazione con il gruppo carabinieri tutela ambiente di Treviso, hanno fatto luce su un giro di affari sporchi relativi al traffico illecito di rifiuti.

Questa mattina sono stati eseguiti dieci provvedimenti restrittivi:otto in carcere e due ai domiciliari, tra i quali ne figura uno nei confronti di Chiesa. Su di lui gravano accuse molto pesanti: truffa ai danni di enti pubblici con l’alterazione dei pesi dei rifiuti prelevati nei vari bacini di utenza al fine di gonfiare le successive fatture di pagamento; falsificazione dei certificati delle analisi; corruzione di dipendenti pubblici e privati, addetti alla pesatura e al controllo dei rifiuti trasportati dagli automezzi della “Solarese srl” e, infine, turbativa delle gare d’asta.

Chiesa è considerato dagli investigatori uno dei perni principali dell’inchiesta denominata “Rewind” poiché riusciva ad annullare gare d’appalto già chiuse per poi imporre come vincitrice la “Servizi Ecologici Milano” di cui era dipendente il figlio avuto dal primo matrimonio e la seconda moglie, invece, era l’amministratrice unica. Chiesa, quindi, nonostante lo scandalo di 17 anni fa non ha fatto ancora i conti con la legalità ed è tornato alla ribalta con una nuova inchiesta.

Interpellato sulla notizia, l’imprenditore Luca Magni che, all’epoca di Mani Pulite, lo fece arrestare, ha affermato: “Sono un garantista ma quando ho saputo la notizia ho pensato che probabilmente Mario Chiesa ha messo a frutto la sua esperienza negli anni”. “Ho sempre sostenuto che Tangentopoli non è mai morta – ha affermato Antonio Di Pietro, che, da magistrato, condusse l’inchiesta. – Sul piano personale mi fa riflettere il fatto che quell’uomo forse non ha capito la lezione. Ma sul piano etico e sul piano politico non è il solo e non è il primo”.

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