Italia

Congresso Pdl, uno “show” targato Berlusconi

Silvio BerlusconiROMA. Uno show in piena
regola quello organizzato da Silvio
Berlusconi
per il congresso di costituzione del Popolo della Libertà, in
programma da oggi fino a domenica alla Fiera di Roma.

Un mega-palco, giovani e
donne in prima fila, l’orchestra di Demo Morselli, gadget, bandiere, uno
squisito menù per i congressisti. Tutto curato nei dettagli dal premier in
persona. In sala niente simboli di Forza Italia, An e degli altri partiti
confluiti nel Pdl, così è stato deciso.

Ognuno dei 6mila delegati giunti da tutt’Italia
avrà un “kit”, una valigetta, con all’interno un
tesserino elettronico di riconoscimento, un block notes, una penna e il nuovo
logo del Pdl mentre non riceveranno la tanto vociferata “matrioska” a forma di
Berlusconi che avrebbe dovuto contenere gli otto leader del centrosinistra
battuti dall’attuale presidente del Consiglio nel corso della
sua esperienza politica. Questa potrà essere scaricata solo dal sito internet
del Pdl.

A
“presentare” il congresso sarà la più giovane deputata di Montecitorio: Annagrazia Calabria, 26 anni. Due gli
interventi che vedranno impegnato Berlusconi: il primo oggi pomeriggio, alle
ore 18, durante il quale ripercorrerà le tappe salienti di questi ultimi 15
anni di politica, dalla “discesa in campo” alla nascita del Pdl; l’altro
domenica, rivolto al futuro, sull’orizzonte del partito unico dei moderati.

Sabato gli interventi dei presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato
Schifani
, dei ministri e dirigenti del centrodestra. Spazio particolare al
sindaco di Roma Gianni Alemanno e ai
capigruppo del Pdl alla Camera, Maurizio
Gasparri
, e al Senato, Fabrizio
Cicchitto
.

Non invitati i vertici dell’opposizione perché, come ha spiegato
Berlusconi, “il nostro è un congresso
fondativo e quindi deve venire chi sta fondando il Pdl. E poi, per gli altri
sarebbe un disturbo venire di sabato mattina”
.

Per quanto riguarda lo Statuto del Pdl, la nuova direzione dovrebbe essere
formata da 120 personalità scelte direttamente dal premier, che avrà il potere
di nominare i coordinatori regionali, l’ufficio di presidenza e di dare la
propria opinione decisiva nella scelta dei candidati alle elezioni politiche,
alle elezioni europee e a quelle per eleggere i governatori delle Regioni.

Insomma, nonostante il monito di Fini all’ultimo congresso di An, quando ha
parlato del Pdl come un partito “non a pensiero unico”, sembra che Berlusconi
confermi, ancora una volta, di essere l’unico ed assoluto “padrone” del partito
unico.

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