Italia

A Casal di Principe in migliaia per ricordare Don Diana

lo striscione per Don Peppe DianaCASAL DI PRINCIPE. “Per amore del mio popolo non tacerò”. Furono parole di Don Peppino Diana che giovedì 19 marzo, nel quindicinale della sua uccisione, è stato ricordato da migliaia di persone giunte da tutta Italia … video

… per la prima delle tre Giornate dell’Impegno e della Memoria, tenutasi a Casal di Principe,per commemorare le vittime di tutte le mafie, organizzate dall’associazione Libera di Don Luigi Ciotti.

Lo spiazzale antistante il cimitero, dove sono custoditi i resti del sacerdote assassinato perché dai boss ritenuto troppo “scomodo”, è stato “assediato” da giovani, anziani, autorità civili e militari, sindaci, amministratori, studenti, scout e membri delle associazioni parrocchiali, esponenti di Libera e del Comitato Don Diana, organizzatori della giornata. In mezzo a loro Gennaro e Iolanda, i genitori di Don Peppino che hanno ricevuto dal Prefetto Ezio Monaco e dal sindaco di Casal di Principe, Cipriano Cristiano, la medaglia d’oro al valor civile, assieme ai familiari del sindacalista Federico Del Prete e dell’imprenditore Domenico Noviello, altre due persone uccise perché ribellatesi alla camorra.

il pubblicoDon Luigi Ciotti ha ricordato: “Don Diana, ‘Pinuccio’, come lo chiamavano in famiglia, diceva che la camorra ha assassinato lo Stato e che noi dovevano far risorgere lo Stato. Diceva che dovevano risalire sui tetti, ed è quello che dobbiamo fare anche oggi. Bisogna capire che la camorra, le mafie, sono un problema nazionale e la vera lotta si fa con i fatti”. Un appello, dal patron di Libera, anche alla Chiesa affinché “respinga le ambiguità”. “Serve una linea di fermezza, bisogna ribadire sempre l’incompatibilità tra l’azione criminale e il Vangelo. Fuori dalla chiesa uomini e donne di mafia. È incredibile che al matrimonio di Totò Riina c’erano tre preti che celebravano la messa”.

Tra le autorità politiche, i presidenti della Regione Campania Antonio Bassolino e della Provincia di Caserta Sandro De Franciscis, che hanno partecipato alla lettura dei nomi delle vittime di tutte le mafie, e il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, accompagnato da studenti di alcune scuole della regione gemellate con l’Itc “Carli” di Casal di Principe.

i genitori di Don Peppino DianaIl Presidente del Consiglio Comunale di Reggio Emilia, Nando Rinaldi, insieme all’Assessore Comunale alla Coesione ed alla Sicurezza Franco Corradini e al Consigliere Emiliano Malato, hanno consegnato il premio “Primo Tricolore” al Comando Provinciale dei Carabinieri di Caserta. Essendo la città in cui fu istituito il primo tricolore, è usanza dell’amministrazione emiliana farne dono ad autorità, persone od Enti particolarmente distintisi per le loro attività. Un’iniziativa che ha voluto essere segnale di sostegno per l’instancabile attività posta in essere dall’Arma nella lotta alla criminalità organizzata, anche in riferimento all’arresto del capo e dei componenti del pericoloso gruppo camorristico facente capo a Giuseppe Setola. A ricevere il tricolore il Comandante Interregionale dei Carabinieri, generale di corpo d’armata Giuseppe Barraco, il comandante della Regione Carabinieri Campania, generale Franco Mottola, e il comandante provinciale, colonnello Carmelo Burgio.

Don CiottiLo speaker dell’evento, Salvatore Cuoci, presidente della scuola di pace “Don Peppe Diana”, assieme a Valerio Taglione, referente di Libera Caserta, ha presentato la cooperativa sociale “Le terre di Don Peppe Diana”, che nascerà nei comuni di Castel Volturno e Cancello Arnone. Su oltre 20 ettari confiscati alla camorra si produrrà la “mozzarella giusta” ma anche altri prodotti che “avranno lo straordinario valore aggiunto della legalità”. La cooperativa, che sarà avviata nei prossimi mesi, si occuperà di agricoltura, allevamento di bufale, trasformazione di latte bufalino in mozzarelle e formaggi attraverso il metodo di produzione biologica. Ed ancora di turismo responsabile, di produzione di energia pulita da biomassa. Le attività favoriranno, tra l’altro, l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati; si prevede a regime un massimo di 12 persone.

Un altro segnale di impegno per la lotta alla criminalità organizzata, come quello che mercoledì ben 19 sindaci dell’agro aversano e dell’agro caleno hanno dimostrato firmando un protocollo d’intesa per la legalità che prevede l’istituzione di un osservatorio intercomunale sulla criminalità organizzata, lo stanziamento nei bilanci comunali di fondi da destinare al sostegno delle vittime del racket, dell’usura e della violenza criminale, e la costituzione di parte civile nei processi a carico della criminalità organizzata.

Giornatacontro le mafie – 1a parte

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Giornatacontro le mafie – 2a parte

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Giornatacontro le mafie– 3a parte

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