Caserta

Provincia, Caputo (Pd): “Si torni subito al voto”

Nicola CaputoCASERTA. “Un lungo commissariamento per la Provincia di Caserta,
sarebbe il vero segno della sconfitta della politica sul territorio”.

Questa in sintesi l’opinione di Nicola Caputo, vice capogruppo del Pd
in Consiglio Regionale.

“Non si può lasciare il nostro territorio – continua
Caputo – senza una guida politica, affidando alla
gestione commissariale la soluzione dei gravi problemi che sono all’ordine del
giorno. E’ necessario che si torni alle urne il prima possibile restituendo
alla politica i poteri di indirizzo al fine di affrontare il particolare
momento congiunturale, sia economico che sociale con la necessaria
legittimazione popolare.

“A Sandro De Franciscis
va il nostro grazie per il lavoro svolto fino a questo momento, ma le sue dimissioni segnano anche simbolicamente la
chiusura di percorso politico iniziato nel 2005. E’ ora di uscire dalle
stanze buie della politica per rilanciare il progetto del Partito Democratico e
ricostruire un rapporto serio e leale con l’elettorato e con le altre forze di
centro sinistra predisponendo un programma in grado di segnare una svolta anche
nelle modalità di individuazione degli uomini. Solo così si potrà dare una
valida alternativa agli elettori rispetto alle proposte spesso demagogiche del
centro destra”.

“Al fine di accelerare questo processo in questa fase tutte le
forze politiche, in primis il Pd, al di la dei calcoli di parte, devono avere
la responsabilità di chiedere di tornare alle urne. Non è utile in questo
momento l’eccessivo tatticismo che anima l’azione di una parte provinciale del
partito”.

“Il Pd non deve temere il responso delle urne anzi, penso che un più
sereno atteggiamento di apertura oltre ad essere una necessità democratica,
possa favorire una più efficace azione di collegamento con i territori,
superando quella tentazione dell’uso strumentale delle regole, che ha già
nuociuto abbastanza al partito. Il segnale che bisogna dare è di chiarezza e
trasparenza, mettendo al primo posto le esigenze dei cittadini e non quello dei
calcoli utilitaristici, peraltro non sempre di sicuro riscontro reale”.

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