Carinaro

Masi a Comparone: “Tentativo ridicolo di recuperare candidati”

Mario Masi CARINARO. “Fabas indulcat fames – La fame rende dolci anche le fave. Così dicevano i latini, così si comporta Comparone, nel ridicolo tentativo di recuperare candidati per la sua lista”.

Così esordisce il sindaco Mario Masi nel replicare alle dichiarazioni del capogruppo dell’opposizione Tommaso Comparone dopo le dimissioni dalla giunta di Paolo Sepe e Mimmo Barbato.

“Fino ad ieri – continua Masi – Comparone definiva fallimentare l’Amministrazione in carica della quale Sepe e Barbato erano autorevoli rappresentanti e corresponsabili per aver, tranne che in una sola occasione nella quale espressero un voto di astensione, votato tutti i provvedimenti della maggioranza. Oggi, invece, in modo contraddittorio ed incoerente, innalza gli stessi agli onori degli altari. Infatti egli, in modo goffo ed interessato, sposa la causa di chi, non avendo alcun motivo valido per giustificare l’uscita dell’esecutivo, si inventa la storiella del Sindaco padre-padrone. Domanderei a Comparone, quale politico arrogante e accentratore avrebbe trascinato altri a diventare, probabilmente senza meriti, Sindaco di Carinaro,come mi capitò di fare con lui anni or sono? La fantasiosa teoria del Sindaco padre-padrone, inventata e propagandata dai due dimissionari assessori,nasce da una loro erronea interpretazione delle regole che ho inteso proporre per la nomina dei futuri assessori in caso di vittoria. Esse indicavano i criteri a cui mi sarei ispirato nell’ effettuare le future nomine: riportare consenso, avere esperienza e sopra tutto dedicare più tempo alla carica assessoriale. Tutto questo perché nella passata legislatura il criterio del ‘turn over garantito’ ha demotivato alcuni ed impigrito altri”.

“Chiedere questo significa essere arroganti?”, si domanda Masi, che aggiunge: “Mi piacerebbe conoscere, in proposito, il parere della gente, anche in considerazione del fatto che dall’osservanza di queste regole, chi se ne avvantaggia è proprio il paese. Senza considerare inoltre che,chiedere agli altri di essere più presenti, significa ridurre lo spazio proprio al padre-padrone. Mi dispiace che Sepe non sia riuscito a comprendere la vera essenza di quelle regole che, ripeto, non escludono alcuno, tantomeno lui. A chi mi definisce padre padrone ho risposto sempre con i fatti, come in questi ultimi 5 anni, e cioè con una totale dedizione alla carica ed alla funzione cui mi aveva eletto il popolo. Barbato invece sia onesto almeno con se stesso: dica i veri motivi delle sue dimissioni; motivi che la gran parte dei carinaresi già conoscono e che mi riprometto di inserirli tra gli argomenti principali della prossima campagna elettorale. Candidarsi con me comporta migliorare la qualità ed aumentare la quantità dell’impegno di tutti. Chi non lo vorrà fare è libero di candidarsi con altri, anche con Comparone che a Carinaro è ricordato come il Sindaco delle ore 14 e delle ore 21 e che ancora oggi non si dà pace per il fatto che su tutte le questioni più importanti del paese è stato nettamente battuto da questa amministrazione, comprese quelle riguardanti le esigenze attuali e future del cimitero cittadino. Ma, su tutto questo, – conclude Masi – mi riprometto di ritornare a breve”.

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