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Questione rifiuti batte Volturno 3 a 0

CocevestGRAZZANISE. Non è riuscita quella specie di “quadratura del cerchio” tentata dal Cocevest. Infatti, domenica 15 marzo “la questione-rifiuti ha battuto il Volturno col netto risultato di tre a zero”. Fuor di metafora calcistica, le disarmanti emergenze della ‘monnezza’ in Terra di Lavoro …

… e le prospettive ancora troppo vaghe che si profilano hanno tenuto il campo alla grande: tutto merito dell’assessore provinciale all’Ambiente, Lucia Esposito, che ha saputo coraggiosamente tracciare un disegno assai eloquente dei passi fin qui compiuti dalle istituzioni (ordinarie e straordinarie), fornendo dati ed informazioni che hanno lasciato letteralmente di stucco i corsisti cocevestini. Aveva da poco finito la sua geremiade introduttiva il presidente del Cocevest -affermato che “le istituzioni latitano” e riferendosi principalmente alle defezioni, per la tavola rotonda organizzata, dell’Assessorato regionale all’ambiente, dell’Arpac, del Commissariato per la bonifica del Sarno e, soprattutto, al silenzio assurdo e assordante del Commissariato retto dal sottosegretario Bertolaso-, quando l’assessore Esposito ha dato il via al suo appassionato intervento enumerando il milione e 600mila metri cubi dell’ennesima discarica in via di apertura a San Tammaro, la discarica in cava Mastroianni nella conurbazione casertana ed il più che discusso termovalorizzatore di Santa Maria la Fossa. Tre citazioni-simbolo di normative emergenziali che hanno scompaginato finora il nostro territorio, espropriando le competenze di amministrazioni provinciali e comunali, nonché determinando precedenti che condizioneranno profondamente l’evoluzione della maxiquestione-rifiuti per decenni e decenni. Tutto ciò in vorticoso movimento e con un dispendio gigantesco di risorse finanziarie: vicende insalutate da un’inspiegabile indifferenza (sopraggiunta negli ultimi mesi coincidenti con l’operazione Strade Pulite) e connessa “ritirata tattica” di gruppi ambientalisti ormai stanchi di lottare, dei vertici istituzionali che pure avrebbero il dovere di fornire tempestive informazioni ai cittadini e persino di una consistente parte del mondo giornalistico. La platea, insomma, ha avuto la precisa riprova di un fatalismo che ormai avrebbe cristallizzato coscienze ed azioni delle comunità locali da un lato minacciate a suon di denunce e di arresti (magari per aver lasciato rifiuti per strada) e, dall’altro, costrette a subìre a tutt’oggi l’inefficienza organizzativa di Enti, Consorzi ed imprese cui spetta l’onere di far funzionare isole ecologiche, raccolta differenziata e quant’altro. Con questi “chiari di luna”, il Volturno, che pure era in cima ai pensieri del Cocevest inesorabilmente è rimasto del tutto dimenticato, già essendo oltraggiato, inquinato, devastato. Limpido, invece, il contributo che al dibattito ha saputo dare il coordinatore regionale della Lega italiana protezione uccelli (Lipu), Matteo Palmisani che, con l’ausilio di emblematiche slides, ha documentato l’impegno della Lega particolarmente profuso contro il bracconaggio in località Soglietelle, a ridosso del litorale domizio. Tanto ha fatto scattare il presidente provinciale dell’Associazione migratoristi (Anuu), Franco Villano, presente in sala, a difesa dei cacciatori difensori dell’ambiente ed attivi anche sul versante della prevenzione. Sedatasi presto la pur civile polemica, il dibattito s’è avviato al termine.

Raffaele Raimondo

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