Campania

Sant’Anastasia, “Dosio, disegnatore o progettista?”

Luigi De Simone SANT’ANASTASIA. Madonna dell’Arco, indiscusso luogo di religiosità popolare, sarà al centro della presentazione del volume “Giovanni Antonio Dosio – fra disegno dell’antico e progetto” – prefazione di Carmine Gambardella – realizzato dall’arch, già assessore locale all’urbanistica, Antonella Marciano.

Teatro dell’evento di venerdì 27 marzo prossimo – ore 18,00 – “i giardini di villa giulia” siti di fronte al Santuario. Un Santuario che ha messo semi di marianità in tutto il territorio di Sant’Anastasia e dintorni e nel mondo; che viene definito nelle sedi più disparate e avvertito da generazioni come “Paese-Cittadella Mariana”; che ha visto nascere con l’amministrazione Pone un apposito assessorato e… che conta cinque pagine poste – sarà un caso – al centro del volume sul Dosio (1533-1610). Un disegnatore dell’antico e del moderno, potente e preciso – così lo definisce l’autrice – che aspira alla massima oggettività, laddove anche la sola diversa pressione di una matita sul foglio costituisce una inevitabile sottoscrizione della propria personalità, delle proprie curiosità, della propria volontà, del proprio metodo… Dosio fissa su foglio le opere contemporanee mescolandole con il rilievo dell’antico per cogliere il filo, la traccia, il lessico originario da cui le prime hanno tratto linfa e vita. L’arch. Antonella Marciano aveva già studiato l’opera di G.A. Dosio, presentando un periodo della sua opera “ricco di suggestioni e inedito” nella tesi di dottorato, intitolata “Giovanni Antonio Dosio e la committenza Acquaviva D’Aragona”.

Con il volume che presenterà cerca di riannodare il filo logico che lega il disegnatore dell’antico al progettista, con una ricerca di nessi e uno sguardo dall’alto che le hanno permesso di trovare trame inedite, una vasta documentazione grafica e una moltitudine di opere realizzate. Ricerca che, ad es., le ha permesso di affermare nel suo volume che “non è possibile trascurare la certezza di un intervento dosiano presso la Chiesa di M. dell’Arco”, mentre è noto che autore del progetto è stato ritenuto a lungo frà Nuvolo.

“Abbiamo patrocinato questo incontro perché è sempre opportuno portare a conoscenza gli sforzi di chi contribuisce alla diffusione della cultura. Quando poi siamo coinvolti anche come territorio, perché si apre uno spaccato e si cerca di ritrovare le nostre radici fortemente legate al Santuario della Madonna dell’Arco, ci sentiamo doppiamente impegnati a seguire il “fil rouge” che, partendo da lontano, ci conduce a una nuova e più incisiva testimonianza di ciò che eravamo. E questo – afferma l’assessore alla cultura e cittadella mariana, Luigi De Simone (nella foto) – è il caso dell’Arch. Antonella Marciano, nostra concittadina, autrice del volume su Giovanni Antonio Dosio che fu chiamato da frà Giovanni Leonardi a “stabilire il disegno della Chiesa” di Madonna dell’Arco. Il volume ha, per me, una preziosità nella preziosità, proprio perché l’autrice ha dedicato ben cinque pagine al Santuario, con uno studio approfondito di molte fonti e testi. Pagine che fanno intuire il legame del Dosio con la nostra terra, certamente profondo e tale da permettergli, negli anni seguenti il 1590, di interpretare il pensiero della popolazione di allora che, intorno al piccolo tempietto del ‘400, voleva veder sorgere un Santuario adeguato ad accogliere i pellegrini, che sempre più numerosi venivano a vedere da vicino e a venerare la famosa e miracolosa immagine della Madonna dell’Arco. Dobbiamo tutti sentirci impegnati nel seguire le tracce che ci sono offerte dalla cultura, strumenti necessari a migliorare la comprensione e la condizione della nostra collettività, che è parte attiva di una cittadella mariana che accoglie e raccoglie, nel suo significato più profondo e vasto, non solo il Santuario ma tutta Sant’Anastasia”.

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