Campania

Camera Penale: “Una ‘via crucis’ per conoscere notizie di reato”

L'assemblea della Camera PenaleCASERTA. La Camera Penale di Santa Maria Capua Vetere ha illustrato il suo programma in sede di presentazione del nuovo direttivo e del collegio dei probiviri, ieri, 13 marzo, innanzi a una gremita Aula Magna del Tribunale penale, …

… alla presenza del Presidente dell’Ordine Forense, Elio Sticco, del Presidente del Tribunale, Andrea Della Selva, del Procuratore Capo Corrado Lembo e degli aggiunti Paolo Albano e Luigi Gay e del Coordinatore dei Gip Giuseppe Provitera oltre che dei dirigenti delle Cancellerie. Il Presidente Irace, nel suo incisivo intervento di presentazione, dopo aver rimarcato la grande civiltà giuridica dell’Avvocatura sammaritana, ha illustrato le attività di formazione ed in particolare ha presentato il corso sulla difesa d’ufficio, che ha avuto una larghissima partecipazione di iscritti. Il Presidente ha poi ha focalizzato l’attenzione su uno dei temi più “caldi” che gli avvocati penalisti sentono attualmente di dover affrontare: la questione delle difficoltà di accesso degli avvocati alla conoscenza delle notizie di reato.

Il vicepresidente, avvocato Raffaele Costanzo, spiega: “La difficile modalità d’accesso alle informazioni presso il Registro Generale della nostra Procura sullo stato dei procedimenti pendenti rappresenta un nodo fondamentale nell’ottica di un corretto esercizio del diritto difesa. Allo stato attuale i tempi per ottenere la comunicazione della pendenza di un procedimento penale sono eccessivamente lunghi e vanificano spesso la possibilità di intervenire tempestivamente da parte della difesa durante il corso delle indagini preliminari, sia rispetto alla posizione di soggetti indagati che delle persone offese. Sotto questo profilo rilevo che di recente è stata sancita una prassi da parte della Procura che – da un lato – mortifica in modo evidente l’attività difensiva di intervenire legittimamente nel procedimento penale e d’altro canto si risolve in un appesantimento dell’attività ‘burocratica’ dei Sostituti Procuratori di fronte ad un profluvio di istanze di accesso informativo. Mi riferisco all’introduzione dell’obbligo di far precedere tutte le istanze di accesso informativo da una richiesta scritta e soprattutto di far evadere la richiesta da un indefettibile vaglio preventivo del sostituto procuratore assegnatario con comunicazione rilasciata tramite la propria segreteria e non più attraverso lo sportello informativo del Registro Generale Procura, di fatto completamente svuotato di ogni sua originaria funzione. A mio avviso è inaccettabile che un avvocato debba compiere una sorta di ‘via crucis’ tra le segreterie della Procura ed attendere l’autorizzazione del sostituto procuratore procedente per ricevere informazioni che non presentano alcun carattere di segretezza. Pertanto ritengo che sia quanto mai opportuno un deciso intervento della Procura per riformare il servizio di accesso immediato alle notizie di reato (cioè non mediato da un vaglio preventivo del p.m.), ripristinando e rafforzando il funzionamento dello sportello informativo del registro generale, in tutti i casi in cui gli avvocati o i loro assistiti nutrano l’interesse ed abbiano il sacrosanto diritto, costituzionalmente sancito, di essere informati tempestivamente sullo stato del procedimento. Il diritto invocato non presenta soltanto profili organizzativi ma riflette i suoi effetti sulla dignità del ministero difensivo”.

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