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Cento cittadini visiteranno il teatro Jovinelli

teatro Jovinelli CAIAZZO. Giovedì 19 marzo una delegazione degli amministratori del Comune di Caiazzo capeggiati dal Sindaco Stefano Giaquinto accompagnerà, in occasione di una gita socio-culturale in Roma, oltre cento cittadini a visitare il teatro Jovinelli. Sarà presente la famiglia Jovinelli.

L’iniziativa rientra nell’ambito degli eventi previsti per celebrare il centenario della inaugurazione del Teatro Jovinelli di Roma ad opera di Giuseppe Jovinelli, caratino di nascita, nel lontano 19 marzo 1909.
L’edizione 2009 del festival Jovinelli sarà particolarmente significativa in quanto celebrerà appunto il centenario della fondazione del teatro e quindi rappresenta per l’Amministrazione Comunale un momento importante.
La visita del teatro è un passo fondamentale per far conoscere e visitare un luogo a cui Caiazzo è strettamente legato da un doppio filo rappresentato sia dalle origini del suo fondatore che dalla mobilitazione che partì proprio dalla città di Caiazzo nel 1997 per salvare il teatro destinato a divenire sede di un centro commerciale.

Profilo di Giuseppe Jovinelli
Giuseppe Iovinelli apripista di carriere meritatamente eccezionali attori e canzonettisti. fu tra coloro che avrebbero fatto nascere il Varietà in Italia.
Giuseppe Jovinelli nacque a Caiazzo il 22 marzo 1886. Doveva avere da poco superato i vent’anni quando, affascinato dalla vita avventurosa dei guitti di un ” Carro dei Tespi ” e, forse, dall’avvenenza di una giovane attrice del gruppo di girovaghi capitati a Caiazzo, diede l’addio alla sua città natale.
” Don Peppe ” così noto al mondo dello spettacolo, era figlio di Arcangelo, benestante, e di Antonia Marocco, possidente e appartenente ad una delle famiglie “bene” di Caiazzo, don Peppe, anche se appena in grado di leggere e scrivere , ma pieno di intuito e con innate capacità imprenditoriali, lasciò la vita tranquilla e monotona del suo “borgo” per tuffarsi in quella di fascino e di novità che quel ” Carro dei Tespi ” gli offriva, ma soprattutto perché quella vita gli dava l’opportunità di conoscere il mondo.
Dopo aver girovagato per città e paesi del Sud per alcuni anni, ai primi del ‘900, si trasferì a Roma e, alla periferia della giovane capitale del Regno d’Italia, al piazzale Guglielmo Pepe, dove si davano convegno circhi equestri, girovaghi, saltimbanchi e zingari, iniziò la sua grande avventura di imprenditore teatrale.
Roma, in quei primi anni, non gli offrì vita facile. Dovette, forse, trovare lì, gli aiuti necessari, ricorrendo alla sorella Teresa che vi risiedeva con marito e figli, per superare le difficoltà più grandi.
Costruì ed inaugurò ,con la rappresentazione de “il romanzo di Sioscia Mocca” con Raffaele Viviani. il 19 marzo del 1909 , giorno del suo onomastico, il teatro Jovinelli. Da allora e per quasi mezzo secolo, don Peppe e suo figlio Graziano elevarono il teatro Jovinelli a “Tempio del Varietà” dove Viviani, Petrolini, I Fratelli De Rege,Rascel,Villa, Fabrizi, i Maggio, Totò, Macario, Fiorentini,Sordi, la Fughet, Banfi e tanti altri avevano scritto le pagine più esaltanti del teatro leggero italiano.
Anche all’apice della Sua carriera Don Peppe restò l’Uomo di sempre un uomo caritatevole,non dimenticandosi mai dei più poveri e più deboli.
“il mio successo da Jovinelli raggiunse grandi proporzioni-scriveva allora Raffaele Viviani-la mia paga di mille lire mensili salì a tremila”
L’anno successivo,vide il debutto di Petrolini.
Dopo la guerra incomincio’ l’età dell’oro dello Jovinelli (che nel 1949 divento’ Ambra Jovinelli perché,in questo modo,poteva apparire per primo nei tamburrini dei giornali che elencavano i teatri in ordine alfabetico.
“Altissimo, robusto,con i baffi neri come il carbone e gli occhi penetranti”, così lo ricorda Toto’, Jovinelli trascorreva la maggior parte del suo tempo in teatro: aveva un carisma tale da influenzare anche il pubblico.
All’interno del teatro si aggirava un giovanissimo Federico Fellini che cercava di vendere i suoi disegni.
Bastano questi pochi cenni per capire l’importanza di Don Peppe e di tutti gli Jovinelli per la storia dello spettacolo italiano.
Negli anni novanta il teatro corse il rischio di essere trasformato in un supermercato.
E d’allora la Città di Caiazzo si attivò dando sostegno morale, attraverso la partecipazione a programmi televisivi nazionali, al Comune di Roma affinchè ciò non avvenisse. Difatti grazie all’impegno dello stesso Comune di Roma lo Jovinelli, fu restituito al suo antico splendore.
E così con delibera del Consiglio comunale del Comune di Caiazzo n.12 del 29.2.1997 fu istituito il festival dell’avanspettacolo “Jovinelli” e nel mese di luglio si tenne la prima edizione del Festival Nazionale del Varietà sotto la direzione artistica del compianto Fiorenzo Fiorentini, in collaborazione con la Pro-Loco.
Dal 2003 l’Amministrazione Comunale con l’Assessorato alla Cultura,retto dal dr Tommaso Sgueglia, ha istituito definitivamente il Festival Nazionale del Varietà Giuseppe Jovinelli.
In collaborazione con l’assessorato alle Attività Produttive,Ass.Antonio di Sorbo,e la presidenza del Consiglio Comunale ,Avv.Antonino Puorto.
Collaborano ancora: la Pro-Loco Caiazzo Presidente Prof.Nino Marcuccio
E l’Associazione Cittaslow
In questi anni è stata coinvolta ufficialmente la famiglia Jovinelli attraverso la novantenne figlia Carmelina, che è diventata figura di riferimento e di stimolo del festival ed oltretutto ha donato al Comune di Caiazzo cimeli appartenuti a don Peppe.
Nel corso degli anni vi sono state anche diverse pubblicazioni quali: Giuseppe Jovinelli ed il suo Teatro di Teresa di Sorbo
E la pubblicazione della tesi di laurea di Alessandra Parassiti:IL TEATRO JOVINELLI TRA PASSATO E FUTURO in più nel 2008 vi è stato l’annullo filatelico.
Moltissimi sono stati i visitatori che hanno approfondito la conoscenza del territorio visitando aziende agrituristiche, gli antichi frantoi, le vigne ed i secolari uliveti presenti nel territorio collinare del comune di Caiazzo.
La manifestazione ogni anno fa registrare il “tutto esaurito” per quanto riguarda agriturismi, ristoranti e locande della zona.
Don Peppe era partito da Caiazzo ed espresse il suo genio di scopritore di talenti a Roma dove oltre a fondare il Teatro fondò il Varietà,il suo nome fu un “timbro”che caratterizzò un’epoca,uno stile diventato tradizione.

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