Aversa

Troppa burocrazia, protesta dei medici di famiglia

 AVERSA. I medici di famiglia del distretto sanitario dicono no alla burocrazia che impone timbri e verifiche in nome di un presunto risparmio, dimenticando che il compito principale dei sanitari è quello di garantire la diagnosi e la cura di eventuali malattie sofferte dai cittadini.

A dare il via alla protesta è stata una comunicazione trasmessa dal servizio farmaceutico aziendale che chiedeva ai sanitari di giustificare la prescrizione di medicinali inseriti nel sistema di “distribuzione per conto”, adombrando sanzioni a carico dei medici stessi in caso di mancata o insufficiente risposta.

“Nei giorni scorsi – si legge nella nota trasmessa alla dirigenza dell’Asl Ce2 – è pervenuta ai medici di medicina generale da parte del servizio farmaceutico una richiesta di chiarimenti (e presentazione di piano terapeutico) circa alcune ricette di farmaci appartenenti alla ‘distribuzione per conto’ che sarebbero state spedite presso le farmacie convenzionate, nel mese di novembre 2008, in mancanza della dicitura Dpc Asl Ce2”.

“Premesso che la ‘distribuzione per conto’ è – continua la nota – fuori discussione in quanto, essendo una distribuzione a tariffe ridotte, è sicuramente più vantaggiosa per l’Asl ma che certamente, e va detto, nelle regioni nelle quali questa pratica è stata applicata in modo diffuso si è osservata una conseguente diminuzione della spesa farmaceutica, sebbene il ‘risparmio reale’ sia in realtà minore rispetto a quello generalmente dichiarato perché parte di questa spesa, di fatto, si trasferisce dai capitoli riservati del bilancio del ‘farmaceutico’ a quello dei ‘beni e servizi’, si puntualizza che l’obiettivo del risparmio deve essere perseguito in termini tali da garantire il rispetto di tutte le figure coinvolte in tale percorso”.

“Pertanto non è assolutamente proponibile – sottolinea la nota – che in un accordo della nostra Azienda con Federfarma, dei quattro soggetti che hanno un ruolo nell’accordo stesso (Asl, Federfarma. Paziente, Medici di Medicina Generale, ndr) gli unici ad essere esclusivamente penalizzati siano i Mmg”.

Cosa che accadrebbe perché, come precisa la nota dei sanitari, mentre il paziente riceve (ed è un suo sacrosanto diritto) il farmaco dalla farmacia più vicina alla sua abitazione. Mentre l’Azienda si cautela da azioni ingiuntive da parte dei farmacisti e contemporaneamente il servizio farmaceutico dell’Asl si libera di un lavoro gravoso. Mentre la farmacia convenzionata comunque guadagna su un semplice passaggio di mano (perché consegna un medicinale prelevato nella farmacia dell’Asl che è stato acquistato direttamente dall’azienda sanitaria).

“Il povero Mmg – si legge nella nota dei sanitari – paga di tasca sua se tra le tante incombenze dimentica di apporre un timbro sulla ricetta. Un timbro, soluzione cervellotica che solo questa in Asl è stata adottata”. “In tutte le regione d’Italia – continua la nota – il Mmg fa la sua prescrizione e il farmacista, se ha aderito all’accordo, consegna il farmaco. Addirittura in alcune Asl al paziente viene risparmiata anche l’attesa dal medico in quanto può rivolgersi direttamente in farmacia con il piano terapeutico o il Lit (libretto individuale terapeutico) ed è compito del farmacista controllare se è ben compilato e se non è scaduto”.

Non così nell’Asl Ce2. Dove al medico di famiglia, che per questo tipo di prescrizione copre solo il ruolo di trascrittore, ovvero copia quanto prescritto da specialisti su modulistica specifica denominata “piano terapeutico” senza avere potere decisionale, si chiede di conservare (per mesi, dato che i chiarimenti chiesti riguardano trascrizioni di prescrizioni fatte a novembre) la modulistica per controlli futuri e apporre un timbro che ne autorizzi la spedizione.

“Su questo argomento, vale la pena ricordare – conclude la nota dei sanitari – che la copia del piano terapeutico che arriva al Mmg è per conoscenza e che non è stata mai abrogata la disposizione per cui è il centro proscrittore a dover inviarne copia all’Asl che può così effettuare un più rapido ed efficace controllo sull’utilizzo appropriato dei farmaci e, perché no, valutare anche la frequente approssimazione con cui spesso vengono redatti tali documenti”.

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