Teverola

Fare Ambiente: “Quale utilità ha la nuova centrale termoelettrica?”

 TEVEROLA. L’amministrazione comunale di Teverola ha indetto un bando per 10 borse di studio con lo scopo di incentivare la raccolta differenziata puntando sul coinvolgimento dei ragazzi.

Pur apprezzando l’iniziativa, il movimento “Fare Ambiente” fa rilevare alcune contraddizioni circa l’interesse alla tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.

“Teverola è un comune con 12.813 abitanti in provincia di Caserta con una superficie di 6 chilometri quadrati, la quale pur non potendo disporre di sale cinematografiche, di centri di aggregazione, e di ogni altro servizio basilare, può contare, oltre a una forte disoccupazione giovanile, ben due centrali termoelettriche, di cui la seconda inaugurata il 29 ottobre del 2007 con una potenza installata di 400 megawatt nominali e una capacità produttiva fino a 2,8 Terawatt (un miliardo di watt) all’anno.

Tale centrale negli ultimi anni, ha sollevato una serie di polemiche per quanto riguarda l’impatto ambientale, in particolare da parte dell’opposizione consiliare che accusa l’amministrazione Lusini di aver espresso, durante la conferenza di servizi tenutasi nel 2000 a Roma, parere favorevole alla centrale nonostante la delibera con cui all’epoca il consiglio comunale di Teverola manifestò all’unanimità il proprio ‘no’ all’impianto.

La centrale, che venne presentata al momento dell’inaugurazione dal Presidente della Provincia di Caserta, Sandro De Franciscis, come un ulteriore passo in avanti verso la realizzazione dell’obiettivo di rendere la Campania autonoma dal punto di vista energetico, ha subito un danno al sistema a pressione. In seguito si è potuto avvertire un forte rumore, e si è vista una colonna di fumo giallo. L’evento, per lo più sconosciuto alla maggior parte dei cittadini, è stato spiegato dalla società che gestisce la centrale come fuoriuscita di vapore acqueo (vapore acqueo, giallo?).

L’episodio, oltre ad evidenziare la non perfetta funzionalità di una struttura recentissima e di una scarsa informazione ai cittadini (infatti non risulta che siano stati divulgati bollettini dell’Arpac sull’accaduto ma solo rassicurazioni dalla società che gestisce la centrale) pone in luce una serie di riflessioni.

Innanzitutto, c’è da chiedersi quale sia l’utilità della seconda centrale, visto che i cittadini di Teverola non hanno avuto vantaggi né dal punto di vista occupazionale né dal punto di vista economico con una riduzione delle bollette, subendo solo un forte aumento di casi di leucemie, di cancro o di malformazioni di feti. Infatti, oggi è stato ampiamente dimostrato il rischio per la salute prodotto dalle onde elettromagnetiche al punto che nel nostro Paese tre consigli regionali (Abruzzo, Lazio, Veneto) hanno approvato leggi che diminuiscono di circa cinquecento volte il limite inferiore per le esposizioni di campi magnetici stabilito dalla normativa nazionale per gli elettrodotti.

In una città già fortemente provata per l’emergenza rifiuti, dove regna l’abusivismo edilizio, dove sui tetti delle case ormai non ci sono più le canne dei camini ma le antenne dei ripetitori di compagnie di telefonia mobile, c’è da chiedersi: era il caso di costruire una seconda centrale termoelettrica?”.

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