Sant’Arpino

Maisto, la Giunta ricorre in appello. Pd: “Una ritorsione”

Elpidio Maisto,SANT’ARPINO. “Quella messa in atto dall’attuale Amministrazione – forse sarebbe più
corretto dire dalla Giunta che rappresenta l’Amministrazione – è una vera e
propria ingiustificata persecuzione nei confronti di un eletto dal popolo”.

Inizia
così una nota a firma dell’ufficio di segreteria del Pd sul caso dell’incompatibilità
di Elpidio Maisto, reintegrato dal
Tar ma contro il quale la giunta guidata dal sindaco Eugenio Di Santo ha ricorso in appello. “La Giunta Comunale ha votato di proporre l’appello alla sentenza del
Tribunale che aveva deciso, con effetto immediato, la reintegrazione nelle
funzioni del consigliere Maisto del Partito democratico. E la Giunta lo fa,
dopo che l’argomento era stato già portato in Consiglio per la presa d’atto e
per la conseguente reintegrazione del consigliere. Quella seduta del Consiglio
comunale fu sospesa, con metodo, per usare un eufemismo, antidemocratico,
impedendo ai consiglieri di esprimersi, con il voto, sulla questione. Ora, si
apprende che la Giunta ha deliberato di proporre appello (l’atto deliberativo è
in pubblicazione all’Albo Pretorio del Comune). Un appello inutile e perdente,
dal momento che la presunta dichiarata incompatibilità del consigliere Maisto
non è mai esistita: né prima, né durante, né dopo le elezioni. Infatti, è la
stessa sentenza del Tribunale a certificare che ‘a tal fine rilevano e sono
idonei a fugare ogni dubbio, atteso che provengono da soggetto terzo’ in merito
alle dichiarazioni e agli attestati del 24 aprile e del 13 novembre 2008,
in base ai quali si desume ‘senza alcun
ombra di dubbio, che il Maisto, sia in data corrispondente a quelle delle elezioni,
che in data successiva ed attuale, non ha mai svolto funzioni dirigenziali,
tali da creare una situazione di incompatibilità prevista dalla legge’. Di
fronte a tale incomprensibile ed inutile iniziativa (ritorsione?) c’è da
domandarsi cosa ne pensano i consiglieri e qualche assessore che, in privato,
affermano di non condividere la proposta
di appello e, poi, finiscono, con il subire le iniziative della Giunta o di
qualche pasdaran della stessa”.

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