Santa Maria C. V. - San Tammaro

Ospedali di Capua e Santa Maria Cv, interrogazione di Stellato

Giuseppe Stellato SANTA MARIA CV. L’interrogazione inerente la situazione degli ospedali di Capua e Santa Maria Capua Vetere inviata dal consigliere regionale del Pd Giuseppe Stellato al presidente del Consiglio regionale e all’assessore regionale alla Sanità.

Il sottoscritto avv. Giuseppe Stellato, cons. reg. della Campania, appartenente al gruppo del PD,

Premesso che

– con legge regionale n. 16/08 veniva approvata dal consiglio regionale la nuova programmazione sanitaria regionale;

– detta programmazione prevede, per quanto attiene ai presìdi ospedalieri di Capua e di Santa Maria Capua Vetere, il mantenimento delle strutture esistenti e, con esse, dei reparti, così come distribuiti fra i due plessi. Ciò in attesa della realizzazione del nuovo ospedale Capua-S.Maria.C.V. , prevista ex lege n. 67/88 entro cinque anni dalla stipula dell’accordo di programma, come si evince dal folio 43 del BURC n.48 ter del 1/12/08, nonché dal folio 13 dello stesso, su cui è pubblicata la richiamata legge 16/08;

– le indicazioni della legge regionale, ove non le si voglia ritenere un’ irrazionale previsione del legislatore, rispondono al fabbisogno di un bacino di utenza di oltre centotrentamila abitanti , su cui insistono i detti plessi : si tenga , in tale direzione , presente che i due siti servono le città di Capua , S. Maria C.V., Curti , Casapulla, S. Prisco, S. Tammaro, Portico, Macerata, Bellona , Vitulazio e Sparanise, nonché Grazzanise , S.Maria La Fossa e Villa Literno ( centri nei quali non risultano insediate strutture in grado di fornire risposte ai primari bisogni di emergenza);

– nonostante ciò , la direzione generale dell’ASL CE 2, ancor prima di attivare un piano di rientro complessivo, solo preannunciato con vari mezzi di comunicazione ( tra cui una lettera appresa dal sottoscritto attraverso il sito INTERNO 18 ), ha intrapreso un’ attività di sostanziale depauperamento di entrambi gli ospedali , che non lascia presagire nulla di

buono in ordine al mantenimento di una seria risposta sanitaria alle richieste del territorio;

– in particolare, si è provveduto, a partire dal 1° marzo 2009, a chiudere l’unità complessa di otorinolaringoiatria esistente presso l’ospedale di Capua , senza individuare alcun presidio alternativo ( ad esempio una UOS ) e disponendo l’incorporazione del reparto capuano in quello esistente presso il “Moscati “ di Aversa : si tenga presente che , una volta eliminata la struttura in Capua, l’intero territorio di pertinenza dell’ASL CE 2 (l’area ASL CE 2 extra aversana e extra-aurunca ) rimarrebbe privo di qualsiasi presidio, concentrando le attività tra Aversa e Sessa Aurunca ( il che significa privare intere collettività di un riferimento sanitario ) ;

– dovrebbe essere prevista, altresì, la soppressione dell’UOC di ginecologia presso l’ospedale di S. Maria C.V. ed il suo trasferimento in Capua, ove non è ancora chiaro se la struttura rimarrà con le stesse caratteristiche o verrà limitata ad UOS : tale scelta risulta oltremodo irrazionale ed antieconomica, considerando che nel reparto di ginecologia (nonostante sia dotato di soli 5 ginecologi),attualmente, si effettuano circa 500/600 parti l’anno, numero anche superiore a quello registrato presso altre strutture che, di contro, risultano addirittura potenziate, sulla scorta di criteri allo stato non comprensibili, almeno dallo scrivente;

– si è provveduto, altresì, a smantellare la UOC di pediatria esistente presso l’ospedale di S. Maria C.V., riducendone i posti a disposizione, ( da 10 a sei e pur continuandosi a registrare almeno 10 ricoveri giornalieri) nonostante la crescente domanda e la riconosciuta idoneità dei servizi resi ( nonché si è riconfermato un primario ultrasessantenne e con oltre 40 anni di servizio trasferendolo però da S. Maria ad Aversa);

– preoccupata per tali avvenimenti, l’amministrazione comunale, in data 19/02/09, indiceva un consiglio comunale aperto alle istituzioni sanitarie, con espresso invito alla Direzione generale, teso ad ottenere informazioni utili sullo stato dell’arte : il Direttore generale riteneva opportuno non intervenire, limitandosi a comunicare una generica disponibilità a fornire i chiarimenti necessari presso la sede aziendale ;

– il consiglio comunale si svolgeva in maniera ampiamente corretta, registrando una serie di perplessità e contrarietà, da un punto di vista tecnico-operativo, alle opzioni direttoriali, sulle quali, però, non era possibile aprire un confronto pieno, per l’assenza sia del massimo rappresentante dell’azienda che di un suo delegato ;

– nei plessi di Capua e S. Maria C.V. è stata effettuata un’ ispezione ex DGRC n. 7301/01 che ha rilevato alcune carenze, facilmente ovviabili, sulle quali ben sarebbe possibile intervenire con oculati impegni di spesa finalizzati al superamento delle carenze stesse. In particolare, per le sale operatorie dell’ospedale di S. Maria C.V. sarebbe possibile eliminare i problemi esistenti con un modico intervento di circa € 30.000, ma a tale possibilità non sembra sia interessata la Direzione generale, sicuramente per valide motivazioni ,allo stato, però, non note allo scrivente ;

– inutile dire che le problematiche tecniche sollevate dalla 7301/01 dovrebbero costituire solo ed esclusivamente punto di partenza per l’eliminazione delle carenze e non un grimaldello da usare contro la collettività, soprattutto ove il mantenimento tecnicamente corretto delle strutture non richiede interventi devastanti, ma di mera e leggera ristrutturazione ;

– viene sistematicamente ignorata la conferenza dei sindaci e neanche è convocato l’ormai annoso consiglio sanitario , organi determinanti per congrui e credibili pareri, nel mentre si dispensano ancora art. 15 septies che celano incarichi di primariato.

Considerato che

– la riduzione delle strutture sanitarie, in un’area territoriale così vasta, crea interruzione sostanziale di pubblico servizio ovvero di servizi di pubblica necessità, particolarmente grave in un bacino densamente abitato, percorso da grandi vie di traffico, con due sbocchi autostradali, con due carceri ( uno militare e l’altro civile che, in tema di risposta sanitaria, fanno capo obbligatoriamente alle strutture esistenti sul territorio ) ;

– la risposta sanitaria per la collettività non può essere affidata ad altri ospedali distanti svariati chilometri tra di loro ;

– infine, la rivisitazione della strutturazione ospedaliera e dei relativi reparti si appalesa altresì inopportuna, in vista dell’accorpamento delle aziende sanitarie della provincia di Caserta, giusta previsione della legge 16/08.

Tanto premesso e considerato

Il sottoscritto, nella qualità, interroga l’Assessore alla Sanità, per sapere :

1. se lo stesso sia informato delle iniziative poste in essere dalla Direzione Generale suddetta;

2. se siano noti i criteri sinora seguiti per incidere sulle due strutture esistenti ;

3. se sia ammissibile che, con atti amministrativi o con meri ordini di servizio, si deroghi alle previsioni di una legge regionale, peraltro di recente approvazione ;

4. se non sia quantomeno opportuno valutare il fabbisogno sanitario, e dunque la riallocazione delle risorse, in maniera complessiva, all’esito della riunificazione delle ASL ;

5. se sia legittimo privare un intero bacino di utenza, che ha sempre fruito dei servizi di due ospedali, della risposta sanitaria allo stesso necessaria e ritenuta tale anche dall’ultima legge sanitaria regionale.

6. quali urgenti provvedimenti intenda assumere l’assessorato per impedire che si realizzino tali dannose progettazioni sanitarie.

Si allega la delibera di consiglio comunale del 19/02/09, nonché il progetto di ristrutturazione delle sale operatorie dell’ospedale di S. Maria C.V.

In attesa dei chiarimenti richiesti e di conseguenti iniziative regionali si porgono distinti ossequi.

Avv. Giuseppe Stellato

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