Santa Maria C. V. - San Tammaro

Ospedale Melorio, Stellato invoca chiarezza all’Asl Ce2

Giuseppe StellatoSANTA MARIA CAPUA VETERE. Nonostante il chiaro tenore delle disposizioni della legge regionale numero 16/08 che ha ridisegnato la mappa delle strutture ospedaliere esistenti in Campania, le scelte dell’Azienda Sanitaria Caserta2 si pongono in netto contrasto con la volontà dello stesso legislatore regionale.

“Non si comprende per quale ragione – commenta Giuseppe Stellato la direzione aziendale abbia intrapreso un’azione costante di depauperamento e riduzione della presenza ospedaliera in Santa Maria Capua Vetere, anche se la normativa regionale prevede il mantenimento delle strutture esistenti. Le valutazioni aziendali assunte senza concreta concertazione con i rappresentanti istituzionali del territorio, appaiono del tutto irrazionali e censurabili da più punti di vista: l’intero bacino di utenza che fa capo alla struttura sammaritana, unitamente al Palasciano di Capua, serve un bacino di oltre 100mila utenti, i quali da tempo, vedono costantemente ridotta l’offerta sanitaria. Alcune serie e concrete iniziative tese a rendere funzionali le strutture esistenti sono state adottate dall’azienda, il cui compito, in verità, era ben delimitato dalla legge 16 che, nella sua tabellazione, aveva previsto la conservazione delle strutture ospedaliere. Per altro, manca una progettualità che avrebbe dovuto esplicarsi in maniera esecutiva rispetto a chiare linee guida che sono state, fino ad ora, assolutamente ignorate. La sensazione è che l’azienda stia confondendo i ruoli tecnici con quelli politico-istituzionali. L’atteggiamento assunto non sembra assolutamente condivisibile, anche alla luce, delle verifiche operate. Il ruolo aziendale dovrebbe e deve svolgersi tenendo presenti le esigenze del territorio, nonché le indicazioni provenienti dagli operatori del settore perché solo in questo modo le scelte potranno essere frutto di una valutazione razionale. Decidere in maniera autonoma, senza calarsi nelle diverse realtà e nelle diverse problematiche significa, di fatto, sottrarsi al delicato compito di gestore di un’azienda complessa che dovrebbe fornire risposte concrete ai bisogni della popolazione. La stessa ottimizzazione della spesa va verificata nel suo complesso e non in maniera segmentata, prendendo di mira singoli reparti o singole attività, la cui valutazione, di contro, non può che essere operata all’interno di un contesto complessivo. Sino ad ora il comportamento anche tenuto dalle amministrazioni interessate e dai cittadini è stato di fiducia nei confronti degli organi tecnici; l’augurio è che tale fiducia sia stata giustamente riposta e che dunque le istanze di bisogno di un’ampia utenza possano trovare adeguata risposta. Si auspica che una visione razionale complessiva della materia ospedaliera ed il superamento di logiche non sempre collegate a fenomeni tecnici – ma politici – possa avere il sopravvento e restituire ad una comunità quei servizi di cui la stessa ha sempre goduto”.

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