Orta di Atella

Commissari revocano ordinanza: negozi possono aprire nei festivi

 ORTA DI ATELLA. Alla fine la lotta paga, verrebbe da dire. La rivendicazione dei commercianti di Orta di Atella contro l’ordinanza a firma della commissione straordinaria dell’Ente, che prevedeva la chiusura domenicale a tempo indeterminato di tutti gli esercizi commerciali, ha dato i suoi frutti.

La triade di commissari prefettizi ha revocato il provvedimento: ciò significa che già da domenica mattina gli esercenti ortesi, dal momento che il provvedimento gli è stato notificato tramite il corpo di polizia municipale, saranno liberi di scegliere se aprire oppure no. Il che, in un momento di forte ristagno economico, se non rappresenta una grande notizia, davvero poco ci manca.

Dunque, l’obbligo della chiusura domenicale è caduto, in quanto è stato revocato da un’altra ordinanza (la numero 10 del 13 febbraio scorso) che, di fatto, ha ripristinato la situazione che vigeva fino a qualche settimana fa. Il blocco domenicale, nelle poche settimane di vigenza, aveva creato forti disagi e ingenti danni di natura economica, tanto che diversi rappresentanti del mondo produttivo ortese sembravano pure disposti a chiudere i battenti intimoriti da una situazione insostenibile. Una vittoria dell’intero mondo produttivo ortese, da un lato, ma una netta affermazione anche dei Popolari-Udeur che, da oltre un mese con diversi incontri nella sezione di corso San Massimo, hanno fatto fronte unico con i commercianti, schierandosi apertamente contro una decisione da più parti ritenuta discriminatoria.

Soddisfazione chiara è stata espressa proprio dal Campanile ortese, attraverso le parole del nuovo segretario Alfonso Di Giorgio: “L’ordinanza di revoca n.10 del 13 febbraio – spiegano dal partito di corso San Massimo – a firma della commissione prefettizia è la vittoria di tutti, anche degli stessi commissari che vanno ringraziati per la sensibilità e disponibilità dimostrate per avere incontrato, in più di un’occasione, le delegazioni di commercianti ortesi per ascoltarne richieste ed esigenze. Come Partito ci siamo sentiti in dovere di aiutare il commercio locale che vive un momento di seria crisi in tutto il Paese. Ulteriori restrizioni avrebbero rappresentato il colpo di grazia per la morte del commercio, che invece ha bisogno di una boccata di ossigeno che può avvenire solo mediante la massima liberalizzazione”.

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