Italia

Il governo vuole regolamentare gli scioperi, Epifani: “Stia attento”

Gianfranco FiniROMA. Alla presentazione alle Camere della relazione della Commissione di garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero, da cui è emerso che nel 2008 sono stati più di 2mila le manifestazioni proclamate e 856 quelle realizzate, …

… è intervenuto sul tema il presidente dell’Assemblea di Montecitorio, Gianfranco Fini. Per l’ex presidente di An, il diritto allo sciopero “non può compromettere oltre misura il godimento di altri diritti della persona ugualmente garantiti in Costituzione, come il diritto alla salute, alla sicurezza, all’istruzione, all’assistenza e previdenza sociale, alla libertà di circolazione e di comunicazione, alla effettiva tutela giurisdizionale delle proprie ragioni”.

Fini chiarisce che “non si tratta di soffocare il diritto di sciopero, ma di armonizzarlo con l’esercizio degli altri diritti di tutti i cittadini in un’opera di bilanciamento che deve tener conto dell’evoluzione sociale”. Un intervento, quello del presidente della Camera, che arriva all’indomani dell’annuncio del governo di una possibile stretta nelle regole sugli scioperi nei trasporti pubblici. Il provvedimento, presentato dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi, dovrebbe essere discusso nella riunione del Consiglio dei ministri di venerdì. Ad annunciarlo è stato il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, secondo il quale nel prossimo futuro non sarà più possibile fare “scioperi selvaggi” nei servizi pubblici. “Sacconi ha perfettamente ragione. – ha affermato Brunetta – Non è possibile che una minoranza tenga in ostaggio una maggioranza. Anche qui bisogna essere molto chiari. Lo sciopero è un diritto tutelato dalla Costituzione ma anche la mobilità, la vita, il lavoro sono valori tutelati dalla Costituzione. Quando ci sono due valori tutelati dalla Costituzione che entrano in conflitto, cosa che può succedere, serve la regola, la regolazione, la legge e la legge deve definire la priorità. In questo caso la priorità è la vita, la mobilità, l’economia dei cittadini rispetto al diritto di sciopero che potrà essere comunque espletato secondo regole tali da non incidere nella libertà degli altri”.

Proprio secondo il ministro Sacconi, in merito al provvedimento, esiste “una larga convergenza con la gran parte delle organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro”. L’ok, però, non arriva dalla Cgil che già ha annunciato parere negativo. “Stia attento il governo, – ha dichiarato il segretario generale Guglielmo Epifaniperché in materia di libertà del diritto di sciopero costituzionalmente garantito bisogna procedere con molta attenzione. Se c’è qualcosa da aggiustare rispetto a una normativa già rigida eventualmente lo si può vedere. Ma se si vogliono introdurre forzature che limitano poteri e prerogative è altra questione”.

Sulla posizione della Cgil,Brunetta commenta laconicamente: “Ce ne faremo una ragione”.

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