Italia

Di Pietro: “Berlusconi sulle orme del nazismo”

Antonio Di PietroROMA. “Il governo Berlusconi sembra ricalcare le orme del partito nazionalsocialista tedesco e sta preparando una serie di porcherie alla sudamericana”.

Parole roventi quelle che Antonio Di Pietro, attraverso il suo blog, riporta in una lettera aperta al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Il testo integrale della lettera: “Sig. Presidente della Repubblica, ci sia permesso segnalarLe, nella sua qualità di garante della Carta Costituzionale, che, a nostro avviso, il Governo Berlusconi sta per porre in essere un altro strappo alla Costituzione.

Egli ha già piegato a sé il Parlamento con il ricorso massiccio ai decreti legge e al voto di fiducia ‘obbligato’. Ha già occupato l’informazione pubblica e privata in totale conflitto di interessi. Ha già mortificato, con il Lodo Alfano e con l’altra miriade di leggi ad personam che ha imposto, il principio dell’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.

Ora, con un colpo solo, si accinge ad un ‘poker di porcherie’ degno del peggior modello argentino: la nomina dei componenti del Consiglio di amministrazione della Rai, la modifica dell’organo di autogoverno della Corte dei Conti, la limitazione delle intercettazioni telefoniche, la modifica dei regolamenti parlamentari.

Occupando la Rai, i cittadini non potranno più sapere quel che accade nelle segrete stanze del potere e non potranno più esercitare alcun controllo democratico.

Modificando i componenti della Corte dei Conti – che ha il compito specifico previsto dalla Costituzione di controllare i conti della Pubblica Amministrazione – si mette anche tale organismo sotto il controllo dell’Esecutivo che, quindi, potrà falsificare a proprio piacimento i bilanci dello Stato senza che nessuno possa impedirglielo.

Limitando indiscriminatamente le intercettazioni telefoniche si impedisce alla magistratura di fare il proprio dovere e di contrastare efficacemente la criminalità organizzata.

Stravolgendo i regolamenti parlamentari si impedisce all’opposizione di esercitare i suoi diritti costituzionali e si riduce il Parlamento ad un semplice zerbino dell’Esecutivo.

Quello che sta avvenendo nel nostro Paese, ad opera dell’attuale governo, sembra ricalcare più le orme del partito nazionalsocialista tedesco degli anni ‘30 che quelle di una democrazia fondata sul diritto.

Ciò premesso, Le chiediamo – rispettosamente, ma con fermezza – di non rimanere in silenzio e di intervenire per evitare questo scempio della democrazia. Prima che sia troppo tardi”.

La prima reazione alle parole del leader dell’Idv arriva dal vicepresidente del Senato, Domenico Nania, di Alleanza Nazionale-Pdl, secondo cui Di Pietro ha posto in essere “una strategia per coinvolgere indirettamente, nella polemica politica, il Presidente della Repubblica”, passando dai “silenzi mafiosi” (per queste parole l’ex pm è indagato per vilipendio, nda) ai “comportamenti nazisti”, non rendendosi conto “che il senso della misura e l’aderenza ai fatti rappresentano uno dei criteri fondamentali che stanno alla base dei comportamenti democratici di ciascuno”. “Anche la tesi più giusta, – conclude Nania – quando viene esposta con toni, atteggiamenti e richiami del tutto fuori luogo e fuori misura rischia di suscitare più critiche che consensi”.

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