Italia

Bufera Pd, Veltroni conferma le dimissioni

Walter VeltroniROMA. La sconfitta alle elezioni regionali della Sardegna ha scosso fortemente il Partito Democratico tanto che, questa mattina, il segretario Walter Veltroni ha messo a disposizione il suo mandato.

Alla riunione nelle sede del Pd, in via del Nazareno, erano presenti Pier Luigi Bersani, Enrico Letta, Rosy Bindi, Piero Fassino e i capigruppo di Camera e Senato Antonello Soro e Anna Finocchiaro che hanno ribadito la loro fiducia a Veltroni respingendo le sue dimissioni. Di fronte a tale decisione il segretario del Pd ha deciso di prendersi un po’ di tempo per pensare e, dopo la riunionedi oggi pomeriggio, ha confermato la volontà di lasciare annunciando una conferenza stampa per mercoledì mattina durante la quale ufficilizzerà la sua decisione.

Nel futuro immediato del partito potrebbe, quindi, prospettarsi un cambiamento di rotta da parte di Veltroni che potrebbe optare per un rinnovamento del partito al suo interno creando una gestione collegiale che potrebbe riscattare il partito nelle prossime elezioni europee e amministrative. Certo è che Veltroni potrebbe anche confermare la sua decisione nonostante l’opposizione dei suoi colleghi di partito. L’ipotesi esclusa da tutti i presenti della riunione di questa mattina è quella di un congresso anticipato.

A sostegno del segretario si schiera Vannino Chiti: “Abbiamo bisogno non di cambiare il segretario ma di unità politica e di mettere al bando le correnti che con il loro spirito di divisione rischiano di soffocare il partito nuovo che vogliamo costruire”.

Francesco Rutelli, invece, chiede un rinnovamento del partito a prescindere dalla decisione del segretario: “Veltroni faccia quello che non è riuscito a fare finora. Ha il pieno rinnovo della mia fiducia per fare un partito nuovo”.

Per il sindaco di Venezia Massimo Cacciari è il partito che non funziona: “E’ il Pd nel suo insieme che non va, tutta la leadership del partito in questi mesi si sta dimostrando non all’altezza della situazione. Veltroni non dovrebbe dimettersi ma certamente è necessario che ripensi radicalmente il suo ruolo e l’impostazione che finora ha assunto il Pd”.

Il leader dell’Idv Antonio Di Pietro commenta ala decisione di Veltroni sottolineando che l’unica opposizione è quella del suo partito: “L’Idv sale e il Partito democratico scende. Ciò dimostra che quando si sta all’opposizione si fa opposizione e non si fa ammuina. Se il Pd non decide se essere maschio o femmina, finisce per non essere nessuno”.


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