Esteri

Amsterdam, si cercano le cause dell’incidente aereo

 AMSTERDAM. Resta fermo a 9 morti e ad un’ottantina di feriti il bilancio dell’incidente del Boeing 737 della Turkish Airlines schiantatosi all’aeroporto di Schiphol.

A bordo del velivolo di linea proveniente da Istanbul, che in fase di atterraggio, per motivi ancora da chiarire, si è spezzato in tre tronconi, c’erano 134 persone tra passeggeri e membri di equipaggio e tra loro anche un italiano, Lucio Basso, originario di Verona, rimasto ferito in modo non grave e già dimesso dall’ospedale. Starebbe già rientrando in Italia. 63 persone, tra cui sei in condizioni gravi, sono ricoverate in 13 ospedali. A bordo c’erano 53 olandesi, 51 turchi, sette americani, tre britannici, un tedesco, un bulgaro, un finlandese, un italiano (Basso) e un taiwanese.

Intanto, proseguono le indagini per stabilire le cause dell’incidente. Il sindacato dei lavoratori della Turkish Airlines riferisce che la settimana scorsa aveva denunciato che la compagnia “ignora la più elementare regola della sicurezza che sono i servizi di manutenzione per i velivoli”. “I vertici della compagnia non comprendono cosa comporti eliminare posti di lavoro e preparare così un disastro”, si legge sul sito web del sindacato che rappresenta 12mila dipendenti. La nota si riferiva alla vertenza per i tagli occupazionali nel settore della manutenzione.

La “Turkish Airlines”, da parte sua, ha sostenuto che l’ultima ispezione sul Boeing 737 schiantatosi a Schiphol era stata condotta il 22 dicembre e nella manutenzione dell’aereo non erano mai emersi problemi. Di recente, la compagnia turca ha allargato le sue rotte e la sua flotta, realizzando spot pubblicitari in 70 nazioni, con un testimonial eccellente: l’attore Kevin Costner. La diffusione degli spot, però, è stata rinviata dopo l’incidente.

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