Castel Volturno - Cancello ed Arnone

LiberaMente: “Località litoranee abbandonate”

CASTELVOLTURNO. Una sottile fetta di territorio a confine con Mondragone, ancora a limite dall’integrazione con tutta Castel Volturno, nonostante elevato sia il numero di residenti, forse un po’ nascosti, o abbandonati a se stessi.

La zona ultimamente ha vissuto un certo rilancio, grazie anche ai lavori di sistemazione della strada litoranea previsti dall’Accordo di Programma. Segnalazioni proprio in merito alla località sono giunte dal partito LiberaMente, che tramite il suo portavoce Anastasia Petrella, ha dichiarato: “La fascia litoranea che va da Destra Volturno a Bagnara rappresenta una zona d’ombra per l’intero territorio di Castel Volturno ed è stata abbandonata dalla politica, per questo i residenti si sentono isolati. Le periferie di Castel Volturno, sono sempre lasciate a se stesse: i diritti si trasformano col tempo in esigenze irrinunciabili, e l’attesa in rassegnazione. Per Bagnara, Pescopagano e Destra Volturno i problemi sono sempre gli stessi: le strade si allagano alle prime piogge, i lampioni sono sempre spenti e per ripristinarli occorrono anche più di 10 gg. La mancanza di attenzione è tale, che addirittura parte di essi è rimasta all’orario solare. Altri disagi provengo dall’incuria delle strade, dalla inefficienza della rete fognaria, dall’isolamento dovuto alla mancanza di trasporti intercomunali, le cui conseguenze ampliano la distanza di questo territorio, la mancata condivisione e partecipazione alla vita di un’unica città. Continuiamo a vivere divisi, quando invece siamo tutti castellani”.

Insomma, le difficoltà quotidiane si incrociano con una mancanza di attenzione politica per l’intera zona: “E’ pazzesco dover tornare indietro di decenni per poter recuperare un’immagine di queste zone opposta al riflesso sbiadito in cui si sono trasformate. Diverse attività commerciali sono state costrette a chiudere a causa del declino turistico, ciononostante esistono ancora imprenditori coraggiosi che investono nei propri stabilimenti balneari cercando di dare ai pochi turisti rimasti un’offerta sempre maggiore: il recupero del territorio passa anche da loro, solo incentivandoli e proteggendoli potremo cambiare davvero qualcosa”.

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