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Lavori pubblici a fine mandato: critiche del Pd

PdGRAZZANISE. “Era abitudine di chi amministra, e forse lo è ancora, eseguire alcuni lavori pubblici a fine mandato, in prossimità della futura tornata elettorale, quali operazioni che puntavano a trovar consenso”.

Lo afferma, in una nota, il circolo territoriale del Partito Democratico. “Eppure, un tempo tali opere venivano eseguite davvero forse con apprezzamento dei cittadini. Negli ultimi tempi abbiamo letto su quotidiani locali comunicati del neo assessore alla viabilità Di Fruscia, che sembravano dar inizio alla stagione delle ‘grandi opere’; addirittura, la prima volta si è ‘adoperato personalmente’, vestendosi da elettricista,per ripristinare personalmente l’illuminazione pubblica, per poi successivamente vestirsi da architetto per abbellire le strade pubbliche con l’istallazione di dieci panchine (dove sono?), ed infine ieri, comunicava alla cittadinanza che, dopo le avverse condizioni atmosferiche, ‘tutte le strade di Grazzanise sono state rimesse a nuovo’. A noi Democratici sembra di trovarci nella Russia zarista di fronte a una situazione escogitata dal principe Potemkin (quello della famosa corazzata), per dare l’impressione alla zarina Caterina, in viaggio itinerante per il regno, che i servi della gleba stavano bene, o meglio – in una situazione forse a lei più familiare (dato il partito di militanza), quando nel 1938 per ordine del Duce, a Roma furono costruiti edifici di Cartone in occasione della visita ‘dell’amico’ Hitler, ispirando il poeta Trilussa che per l’occasione compose la seguente beffarda quartina: ‘Roma de travertino, rifatta di cartone, saluta l’imbianchino, suo prossimo padrone’. Egregio assessore, è vero che lei per il lavoro che svolge nella vita quotidiana è abituato a solcare strade con mezzi più potenti e solidi, quali i carri armati, che per ovvie ragioni non permettono di rendersi conto quando una strada è piena di buche, ma a noi pare che i grazzanisani si siano resi conto che si trovano di fronte al classico matrimonio perfetto, tra la cialtroneria improvvisatrice e l’imbroglio a scapito della buonafede pubblica, notando lavori di ‘rattoppamento’ delle strade degne del ‘peggior sarto’: e chissà quanto ci costeranno. Speriamo in tempi migliori”.

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