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Il capo della DIA di Napoli in cattedra all’Università

DIA di NapoliCAPUA. Si è tenuta presso la Facoltà di Economia della II Università di Napoli la lezione/testimonianza del Dr. Maurizio Vallone, neo-responsabile della D.I.A. (Direzione Investigativa Antimafia) della Campania, Molise e Basilicata.

Il dr. Vallone, insediatosi a Napoli da pochi giorni nella struttura che conta oltre cento investigatori impegnati nella lotta alla criminalità organizzata, è intervenuto nell’ambito del “Ciclo di seminari sulla legalità” organizzati dalla Cattedra di Marketing assicurativo del Prof. Antonio Coviello, che in precedenza ha ospitato i vertici delle Forze di Polizia locali, quali il Col. Carmelo Burgio ed il Col. Francesco S. Manozzi (rispettivamente com.te dei CC e della GdiF di Caserta), il magistrato napoletano Giuseppe Stanziola ed altri, al fine di avvicinare i giovani alle istituzioni “per combattere l’omertà e la diffidenza verso i tutori della legge, atteggiamenti tipici di questi territori”.
Il capo della DIA napoletana, Maurizio Vallone, dinanzi ad un centinaio di studenti ed altri invitati, ha focalizzato il suo intervento sul “parallelismo tra l’inquinamento del tessuto economico nelle realtà a rischio criminalità organizzata, dovuto ad inflitrazioni di ditte e comportamenti riconducibili alla delinquenza ed analoghe inflitrazioni nella politica”. Vallone, infatti, ha svelato agli studenti universitari importanti particolari dell’indagine “Spartacus” e di quella recente denominata “Global Service” del Comune di Napoli, ricostruendo le tappe delle delicate indagini. Curiosa, inoltre, la circostanza che uno dei killer della recente strage contro gli immigrati di colore a Castelvolturno, era “specializzato” anche in truffe a danno delle compagnie assicurative.
“L’idea di promuovere tali incontri all’Università- spiega il Professor Antonio Coviello- è quella di sensibilizzare i nostri studenti -futura classe dirigente- e l’opinione pubblica in generale sulla necessità di sviluppare una adeguata cultura della legalità nei nostri territori, da tempo sotto i riflettori mediatici per le note e tristi vicende criminali. Penso che sia dovere anche di noi docenti -partendo proprio dalle aule scolastiche ed universitarie- trasmettere segnali positivi ai giovani e provare a cambiare la mentalità di quanti pensano che l’Antistato rappresenti l’unica alternativa all’immobilismo ed al degrado delle istituzioni”.

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